Il vice DNA

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La replicazione del DNA è un’operazione fondamentale per il nostro organismo e se il sistema va in tilt si rischia di ottenere una copia non corretta del nostro patrimonio genetico (il che accade spesso nelle cellule cancerose), a questo il nostro organismo possiede una soluzione alternativa.

Annapaola Franchitto e i suoi colleghi dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), sostenuti anche dal contributo di AIRC, hanno scoperto che le cellule utilizzano, quando manca uno specifico gene di controllo, un’altra via per evitare che si commettano errori nella replicazione.
Per riprodursi, infatti, ogni cellula del nostro organismo deve “copiare” il proprio DNA e produrre una molecola identica a quella originale da trasferire alle cellule figlie. È un processo molto delicato: il DNA è costituito da due filamenti che devono essere separati prima di essere copiati e per fare ciò è necessario l’intervento di molecole che aprano la molecola e creino copie fedeli dei due filamenti che la compongono.

In particolare, si legge sul sito dell’Airc, la proteina WRN, mutata nella rara malattia ereditaria nota come sindrome di Werner che causa invecchiamento prematuro e predisposizione al cancro, viene reclutata in caso di problemi nella replicazione.
I ricercatori, hanno scoperto che la proteina è essenziale per far ripartire le forche di replicazione bloccate. Le forche replicative sono i punti della molecola di DNA nei quali i due filamenti si separano e dai quali parte la copia della molecola, ma a volte il processo si blocca.

Se la proteina WNR non è presente, come nel caso della sindrome di Werner, le cellule chiamano in causa un’altra proteina, MUS81, che attiva una serie di meccanismi in grado di generare una risposta al danno.

La scoperta effettuata dal team è molto importante perché se la replicazione non funziona il materiale genetico potrebbe essere trasmesso in modo errato alla cellula figlia generando per esempio mutazioni, che vengono ereditate dalle generazioni cellulari successive. Questa condizione di instabilità è tipica delle cellule cancerose.

Studiando questo meccanismo si potrà forse trovare un modo per attivare magari la “via secondaria” e far arrestare la mutazione.

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