Dona il cordone ombelicale

placenta e sacco amniotico

Subito dopo la nascita la placenta e il cordone ombelicale ad essa attaccato vengono generalmente buttate via e rimangono inutilizzati. La ricerca ha evidenziato la preziosa presenza di cellule staminali nei tessuti placentari e ombelicali.

A cosa servono le cellule staminali?

Le cellule staminali contenute nel cordone sono cellule emopoietiche in grado di produrre emazie, leucociti e piastrine, svolgono quindi le stesse funzioni del midollo osseo. In alcuni casi di malattie genetiche o nel trattamento delle leucemie il trapianto di midollo osseo è necessario per la sopravvivenza dei malati, putroppo i donatori di midollo sono pochi o per lo meno spesso non compatibili con quelli dei malati.

Il problema della compatibilità è senza dubbio connessa anche alla donazione del cordone, ma senza alcun dubbio sono di più i bambini che nascono che i donatori di midollo, quindi la possibilità di soddisfare gran parte delle richieste aumenta.

Quali sono le procedure per donare il cordone?

  1. In realtà non si dona effettivamente il cordone ma una quantità uguale o superiore ai sessanta millilitri di sangue placentare, prelevato dopo che il cordone è stato reciso.
  2. La madre si sottopone ai controlli preparto e dichiara di voler donare il cordone, poco prima del parto con un semplice prelievo di sangue si indaga sulla salute della donna, sulle malattie veneree o eritarie di cui è eventualmente portatrice
  3. Il sangue prelevato dal cordone viene analizzato e qualora risultasse consono al trapianto viene congelato in attesa delle richieste. Il congelamento può durare diversi anni e ciò favorisce una disponibilità a lungo termine.

I rischi di questa donazione sono praticamente nulli, il cordone viene reciso dopo che il bimbo è nato e madre e bimbo vengono assistiti normalmente.

Se volete avere maggiori informazioni consultate il sito ufficiale  www.adisco.it/

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