Cellule simil-staminali

Esiste un meccanismo per riprogrammare le cellule adulte e renderle simili alle staminali: la chiave starebbe in una proteina, chiamata Wnt, giá nota per essere coinvolta in numerose fasi dello sviluppo di animali vertebrati e invertebrati. L’autore della scoperta è stato il gruppo di ricerca dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Napoli. I risultati della loro ricerca sono stati pubblicati online sulla rivista Cell Stem Cell.

Gli scienziati hanno preso diversi tipi di cellule adulte (fibroblasti, cellule del timo e precursori di cellule neuronali) e le hanno fuse con cellule staminali embrionali in presenza della proteina Wnt. Dopo questo trattamento, le cellule adulte hanno perso le loro caratteristiche tipiche e ne hanno invece acquisite altre, simili a quelle delle cellule staminali.

Si sono cioè trasformate in cellule poco differenziate (pluripotenti) e quindi in grado di dare origine a tessuti diversi da quello di cui facevano parte in origine. La vera novitá, però, sta nella grande capacitá della proteina Wnt di promuovere questa sorta di riprogrammazione. Per verifcarla i ricercatori hanno somministrato dosi precise di proteina per un tempo limitato, riscontrando che una considerveole quota di cellule adulte si trasformava effetivamente in simil-staminali.

La scoperta apre prospettive interessanti in tutti i campi della medicina rigenerativa, a vantaggio dei pazienti con patologie come Alzheimer, Parkinson, cardiopatie. Questo metodo potrebbe rappresentare una valida alternativa a quello attualmente più condiviso dalla comunitá scientifica internazionale ottenendo staminali a partire da cellule della pelle con l’introduzione di geni esterni.

Parallelamente a questo filone di ricerca, il metodo proposto dal gruppo partenopeo potrebbe dunque rappresentare una valida alternativa per ottenere cellule simil-staminali a partire da cellule cutanee limitando l’introduzione di geni estranei. La proteina Wnt è infatti giá disponibile sul mercato e andrebbe semplicemente aggiunta al liquido in cui i ricercatori fanno normalmente crescere le cellule che studiano. Il passo successivo dell’equipe sará ora studiare i meccanismi attraverso cui Wnt promuove la riprogrammazione cellulare e identificare i geni che sono attivati dall’azione di Wnt. Questo permetterá di individuare i meccanismi di base della riprogrammazione cellulare e contribuire così allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici nel campo della medicina rigenerativa.

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