Quando la chirurgia estetica diventa una malattia

In un mondo dove viene valutato l’apparire e non l’Essere, dove la prestanza fisica, l’estetismo, la bellezza, e soprattutto la facilità al bisturi, portano a sottoporsi di continuo a ritocchi, spesso si finisce per diventare dipendenti dalla chirurgia plastica, tanto da divenire una vera e propria malattia da psicosi.

Questa è la storia di Hang Mioku, donna coreana di 48 anni con una vera e propria ossessione per la chirurgia estetica. Il suo primo intervento risale a quando aveva 28 anni. Anno dopo anno, il suo volto ha assunto un aspetto sempre più lontano da quello reale. Addirittura, dopo un lungo periodo di assenza, anche i suoi genitori, hanno avuto problemi nel riconoscerla.

Recentemente un chirurgo si è rifiutato di operarla. Secondo i medici il suo è un disturbo psicologico. Un altro medico, invece, le ha fornito una siringa e del silicone, in modo che potesse fare da sola. Quando ha esaurito il silicone, però, ha inserito nella siringa dell’olio bollente. Il risultato è quello nelle foto.

Questo è il frutto della chirurgia estetica marchettara che ogni giorno viene svenduta al mercato e praticata spesso in centri non autorizzati e da persone inesperte a prezzi molto bassi, tanto che orma è divenuta fai da te.

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2 Risposte a “Quando la chirurgia estetica diventa una malattia”

  1. szabo roland raul scrive:

    non potevo mancare…Pure io vorei fare un intervento estetico…al naso…ma a questi prezzi non lo so quando mi ci vedo a prendere un apuntamento…

  2. Flavia scrive:

    Secondo me basterebbe semplicemente prendersi cura di se stessi, della propria pelle e del proprio benessere. E magari così ci si potrà accettare di più, anche le piccole imperfezioni che per noi sembrano grandi, senza arrivare a questo… orribile!

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