Crio-oncologia

Il freddo per distruggere le masse tumorali è già da tempo usato per il cancro alla prostata, al rene e osseo. Per la prima volta in Italia la Crioablazione, o Crioterapia, viene applicata anche per contrastare il tumore al polmone.

I primi interventi sono stati eseguiti in Sardegna da un’équipe guidata dal dottor Claudio Pusceddu, all’Ospedale oncologico Businco di Cagliari, usando un dispositivo costituito da sonde e da diversi aghi attraverso i quali passa del gas Argon in grado di congelare i tessuti a una temperatura di -41 °C. Successivamente attraverso gli stessi aghi viene fatto passare del gas Elio che fa sollevare la temperatura fino a provocare uno shock termico che causa la necrosi delle cellule malate.

Il sistema (Galil medical systems) è stato messo a punto da una società israeliana. Tramite le criosonde possono essere posizionati all’interno dei tessuti da trattare fino a venti crioaghi monitorati grazie a un tomografo computerizzato. L’intervento richiede circa un’ora, è però necessaria una estrema precisione soprattutto quando si interviene in particolari zone come il mediastino tra i due polmoni.

Possono essere trattate masse tumorali fino a dieci centimetri nella stessa seduta. Ad oggi i pazienti malati di cancro al polmone curati a Cagliari con la crioablazione sono tre, le loro condizioni sono buone tanto che sono stati dimessi dopo una breve degenza. I risultati ottenuti fanno dunque sperare in una più ampia applicazione di questa metodica.

L’intervento è indicato per i pazienti non operabili chirurgicamente o per coloro che non rispondono a chemio o radioterapia. L’utilizzo di questa tecnica per il cancro polmonare è recente e non è ancora possibile stabilire se nel tempo potrà in parte sostituire gli interventi chirurgici classici.

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Una risposta a “Crio-oncologia”

  1. sergio bisiani scrive:

    quali sono – oltre a Cagliari – le localita’ italiane dove esistono strutture ospedaliere idonee per effettuare interventi di crio oncologia su tumori polmonari?
    grazie

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