Ana, conosciamola meglio.

anoressia

Ana è il nomignolo che si dà a una parola che difficilmente la gente pronuncia: l’anoressia. Già, l’anoressia è uno spettro silenzioso che riecheggia nell’animo di migliaia di persone.

L’anoressia è la manifestazione di un disagio interiore, il luogo comune di considerarla un buon metodo per dimagrire, è sintomo di ignoranza e insensibilità.

Oggi soffre di anoressia l’1% della popolazione italiana, il 5% sono maschi. Ma cos’è l’anoressia? L’anoressia è una malattia classificabile tra i disturbi alimentari, è una malattia che ha radici psicologiche e si percuote sul fisico fino a prosciugarne ogni forza, una bestia che conduce prepotentemente alla morte.

A seguito di situazioni spiacevoli e di traumi, comincia a fare eco una voce, una nuova coscienza che tenta e spesso ci riesce, d’imporsi sulla razionalità e sul buon senso. Questa voce ha mille nomi: Lei, Bestia, Scimmia, scimmia perché si aggrappa alla tua vita e non ti lascia andare. Ana comincia a parlare, a sussurrare falsi consigli, ana vuole distruggere.

Uno dei primi sintomi dell’anoressia è appunto questo maligno grillo parlante, s’impegna ad annientare la voglia di mangiare. Il cibo è essenziale alla vita, il cibo è vita, eliminarlo significa iniziare quel percorso che porta alla morte.

Il rifiuto del cibo, l’ossessione per le calorie, la sensazione di gonfiore, sono i passi successivi. Ciò che c’è nel piatto è nemico, le calorie sono nemiche.

La giornata dell’anoressica è all’insegna della conta, della razionalizzazione del cibo, della drastica riduzione dello stesso. All’inizio si perde peso in maniera veloce, la cosa è appagante, eppure non basta, si è sempre alla disperata ricerca di un filo di grasso da eliminare, anche quando si è sottopeso, anche quando le ossa sporgono e ci si è ridotte ad una massa stanca di muscoli e pelle. Ogni tanto con le ultime forze rimaste ci si aggrappa alla voglia di vivere, si vuole combattere, si cerca di placare i morsi della fame, ma ogni tentativo è spesso vano.

Il sintomo che accompagna spesso l’anoressia è la depressione, quel senso di inadeguatezza, la vita è vuota, il mondo lontano, tutti indifferenti. A questo punto subentra una fase pericolosa e tangenziale, quella dell’autolesionismo, l’unico metodo per alleviare il dolore che uccide giorno dopo giorno.

Al di là dell’aspetto psicologico le patologie che insorgono a seguito della carente alimentazione sono alleati vincenti di Ana. L’assenza delle mestruazioni, la caduta dei capelli, la manifestazione dell’osteoporosi precoce, problemi gastointestinali, disturbi compulsivi-ossessivi, portano ad un crollo fisico, ad una condizione di debilitamento totale.

È noto che una corretta alimentazione sia necessaria per mantenere attivo il metablismo basale: proteine, grassi, carboidrati e un apporto calorico minimo che non vengono forniti al corpo degli anoressici.

Il processo innescato fa si che senza una terapia adeguata e una grande forza di volontà non si riesca ad uscire dalla malattia.

Percorsi di terapia individuale e di gruppo, ma soprattutto l’affetto e il calore di parenti ed amici sono i migliori modi per uscire da questo tunnel. Bisogna solo ammettere d’aver toccato il fondo, senza vergogna, senza paura.

[foto echotek77]

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