Studiare il cervello migliora la vita a paralizzati e protesizzati

La National Science Foundation (NSF) Office of Emerging Frontiers in Research and Innovation (EFRI) ha rilasciato diverse borse di studio per scienziati specializzati nella neurologia umana, per riuscire ad applicare quei concetti così importanti e fondamentali alle future tecnologie.

Nel caso in foto è stato (ed è tuttora) in studio il movimento preciso dell’articolazione di tre dita. Per quanto sembri una sciocchezza, lo sforzo che c’è dietro è enorme, soprattutto se si vuole mimare il comportamento esatto e non un “abbozzo”.

L’NFS porta avanti la ricerca anche tramite gruppi interdisciplinari che stanno cercando di comprendere come il cervello trasformi l’abilità cognitiva e predittiva in segnali neurologici.

Riuscire a decifrare quella che poi un romanziere definirebbe “chiave di volta”, potrebbe aprire nuovi spiragli -ad oggi puramente utopistici- in settori come l’informatica, la robotica, la medicina e l’istruzione. Anche il semplice movimento della mano, legato a ciò che il cervello riconosce visivamente, potrebbe quindi trasformarsi in un aiuto concreto a chi ha paralisi o utilizza protesi.

[via medgadget]

Articoli correlati

Rispondi