Primo trapianto di fegato crioconservato

Alcuni scienziati israeliani sono riusciti in un esperimento che ha visto come protagonista un trapianto di fegato congelato.

La tecnologia, sviluppata presso l’Agricultural Research Organization a Bet-Dagan, e ora nelle mani di Core Dynamics, ha come punto di forza l’uso di un lento e controllato congelamento, per prevenire i tessuti e renderli disponibili per usi futuri.
Facendo un esempio sul fegato di cui abbiamo parlato, la crioconservazione si avvia raffreddando l’organo di 0.3°C al minuto, fino ad arrivare a -20°C. Il team ha verificato che facendo scongelare il tessuto in 20 minuti, questo recuperava colore e capacità di secernere bile.

Il reimpianto su altro maiale ha quindi dato esito più che positivo. È chiaro che, estendendo questo studio ad altri metodi e organi, anche umani, si potrebbero aprire strade interessanti per il trapianto d’organo, anche se -tramite un conto a spanne- un’escursione di circa 40°C prodotta a 0.3°C/min, richiede oltre due ore di tempo. Saranno sufficienti per tutti gli organi?

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