Emorroidi tabù

emorroidi

L’argomento delle “emorroidi” è, per certi versi, un tabù e questo è dovuto alla localizzazione anatomica del problema. La medicina tradizionale tratta il problema con la correzione di cattive abitudini alimentari, con medicine o con la chirurgia.

In questo contesto vorrei provare a puntare i riflettori sulle potenziali cause emotive che accomunano chi soffre di tale patologia.
La psicosomatica associa il rifiuto, la paura e l’ira alla manifestazione emorroidale.

Nel mio campo, ossia la floriterapia psicodinamica, le emorroidi simboleggiano una situazione ambientale non armoniosa, ma di conflitto, che il soggetto conosce bene e a cui pone resistenza, rifiutando, per paura, il cambiamento e… la rabbia ne è una diretta conseguenza.
Se, per esempio, un soggetto sta subendo una situazione famigliare o lavorativa che gli apporta malcontento interiore ed è consapevole che la soluzione a tal problema include il passaggio attraverso la sofferenza emotiva, allora reagirà rimandando “l’affronto” e per paura di soffrire emotivamente, continuerà a subire il conflitto e soffrire di emorroidi.
Nella pratica è nel momento della defecazione che si soffre, come a rappresentare che il conflitto interiore è trattenuto perché apporterebbe dolore e sofferenza farlo uscire.

A qualcuno sorgerà spontaneo associare quanto appena detto con il periodo della gravidanza e successiva maternità e, di riflesso, penserà che è impossibile che questo sia valido per chi ha dato alla luce un figlio e attraversa, dunque, un periodo di assoluta felicità.
È da precisare che il parto, vista la pressione esercitata durante lo sforzo per l’espulsione, è una concausa meccanica della comparsa delle emorroidi; ma se la manifestazione emorroidale perdura anche negli anni successivi alla fine dell’allattamento, allora si può prendere in considerazione la manifestazione emorroidale come potenziale manifestazione di psicosomatica.

Inoltre, ci terrei a sfatare la libera associazione che accomuna la maternità ad un periodo idilliaco, ma a prescindere da ciò, quello che dobbiamo tener presente è che una donna divenuta madre, oltre ad essere felice, può provare rifiuto, paura e ira non verso il figlio in sé, ma verso ciò che comporta avere un figlio e di conseguenza entrare in conflitto (tra idealizzazione e realtà).
Mi riferisco al fatto che spesso le madri rinunciano alla propria carriera, alla loro indipendenza e libertà per dar precedenza alla loro creatura.
Questo è un compromesso che impone la vita e come in altri casi, non lascia molte scelte e quindi può creare malessere interiore.
Qualunque sia la realtà conflittuale che una persona sofferente di emorroidi stia attraversando fa resistenza all’adattamento o al cambiamento (prendere la decisione di licenziarsi, di separarsi, di trasferirsi, ecc).
Questa modalità porta il soggetto a somatizzare il conflitto attraverso le emorroidi che comportano dolore o sanguinamento durante l’evacuazione; la simbologia è abbastanza evidente: le feci rappresentano la realtà conflittuale di cui ci si vorrebbe liberare, le emorroidi dolorose rappresentano il malessere interiore come conseguenza al conflitto irrisolto a cui si fa resistenza. Il messaggio intrinseco è: “per risolvere il conflitto bisogna attraversare una sofferenza che può essere paura, paura di prendere una decisione, del cambiamento, di una perdita, ecc.”.

Nel momento in cui la persona decide con coraggio e serenità di affrontare e risolvere il conflitto, la manifestazione emorroidale inizia a rientrare e guarire.
I Fiori di Bach sono un ottimo strumento per ricalibrare gli estati emotivi che creano il conflitto interiore e conseguentemente risolverlo.

È certo che tale processo richiede un tempo soggettivo e che nel frattempo una cura medica omeopatica o allopatica che aiuti il risanamento del fisico è consigliabile.
I fiori che posso suggerire e associare a quanto detto sono:
-Mimulus per trasformare la paura di affrontare il conflitto ambientale in coraggio e aggressività affermativa;
-Aspen per affrontare le paure interiori, non oggettive;
-Larch per aumentare la propria stima e per spostare l’attenzione dai propri limiti alle proprie potenzialità;
-Walnut per sentirsi pronti a lasciare il vecchio conflitto noto, in favore del cambiamento che comporta nuove realtà, l’ignoto;
-Centaury perché è l’essenza che ridona forza al proprio Io, aiuta ad essere affermativi e rinforza il “confine” tra sé e dagli altri;
-Chestnut Bud per entrare in contatto coi propri bisogni interiori, riconoscerli e non agire più contro di essi;
-Cherry Plum per non temere di perdere il controllo di sé e della propria vita, ma anche di non implodere i propri bisogni ed emozioni; in ultimo, ma non meno importante, è
-Agrimony in quanto è l’essenza più adatta a “smascherare” le cause conflittuali interiori che poi trovano manifestazione attraverso la psicosomatizzazione.

I fiori qui suggeriti non hanno la presunzione di essere un cocktail adatto ad ogni persona, anzi, come i miei lettori abituali sanno è mia abitudine sottolineare sempre l’unicità di ogni individuo e spero che siano, quindi, presi in considerazione singolarmente come imput di riflessione.

[Donatella Pecora | immagine wikipedia]

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