Filtro blocca AIDS nel latte materno

dna aids hiv virusUn’idea semplice ma efficace, realizzata da un ingegnere chimico neolaureato a Cambridge, permette di evitare il contagio dell’Aids da madre a figlio durante l’allattamento.

Il dispositivo altro non è che un filtro da applicare sul capezzolo della madre sieropositiva, capace di impedire la trasmissione del virus dell’Hiv al figlio durante l’allattamento.
Stephen Gerrard, questo è il nome dell’inventore, è riuscito a creare un filtro che disinfetta il latte materno usando lo stesso detergente che i biochimici utilizzano per denaturare le proteine prima di analizzarle.

Il filtro, applicato sul capezzolo, è costituito principalmente da cotone imbevuto nel Sodium Dodecyl Sulphate, SDS, una sostanza chimica -ben nota agli studiosi- in grado di inattivare il virus.

Il progetto è frutto dell’International Design Development Summit (IDDS), conferenza che si tiene ogni anno ad agosto presso l’MIT, che ha riunito ingegneri e ricercatori chiedendo loro di sviluppare dei prototipi per riscaldare il latte fino a una temperatura sufficiente per inattivare il virus.

Gerrard (da buon ingegnere, ndr), insieme al suo team composto da 5 persone, ha capito subito che un dispositivo per riscaldare il latte sarebbe stato inutile o comunque di difficile utilizzo nei Paesi in via di Sviluppo. Così, ha cercato di percorrere un’altra strada adottando un apporoccio già sperimentato presso la Drexel University.

La ricerca si è quindi concentrata sul Sodium Dodecyl Sulphate (SDS, sodio dodecil solfato), una sostanza che, come già detto, è in grado da sola di eliminare velocemente il virus dell’Hiv. Inoltre, si è visto che la concentrazione di questa sostanza è minima e quindi risulta per il bambino non-tossica. Applicato sul capezzolo durante l’allattamento, impedisce del tutto la trasmissione del virus da madre a figlio.
Il pregio maggiore di questa idea è il costo estremamente basso: cotone imbevuto in questo liquido, che però deve essere conservato in luoghi refrigerati. Per questo motivo ora il team sta sviluppando un siero capace di resistere bene alla temperatura ambiente.

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