Polimeri nella terapia genica

nanocarriers

Un biochimico prestato alla medicina, Robert Langer, ha compiuto un importantissimo passo avanti per la terapia genica tumorale.

Non più virus come “vettori” per il trasferimento del materiale genetico terapeutico nella cellula malata, che può ovviamente infettare anche le cellule sane, ma un vasto archivio di cinquecento materiali polimerici diversi, assolutamente biodegradabili e biocompatibili, adattabili e personalizzati per ogni individuo.

Si chiamano “nanocarriers” realizzati dal laboratorio di Langer, nel Dipartimento di ingegneria biochimica del MIT di Boston con le più sofisticate nanotecnologie. Potrebbero rappresentare la svolta risolutoria per una efficace terapia genica per correggere il gene difettoso e quindi guarire in modo pressoché definitivo o impedire l’insorgenza della malattia.

In pratica, è una tecnologia medica basata sull’inserimento del materiale genetico curativo all’interno di una cellula malata. Uno degli ostacoli maggiori alla riuscita di questa terapia è proprio la difficoltà ad individuare il giusto “vettore” che consenta questo “trasfettamento”, cioè cosa materialmente trasporta e inserisce il materiale genetico terapeutico nella cellula.

I polimeri di Langer hanno inoltre dimostrato una tossicità 100 volte inferiore rispetto ai più comuni virus utilizzati nella terapia genica in sperimentazione nel mondo.

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