Scoperto marker della BSE nell’urina bovina

morbo mucca pazza

Fortunatamente, grazie agli interventi di profilassi, i casi di encefalopatia spongiforme bovina (BSE), detta comunemente morbo della mucca pazza, sono diventati una rarità. Ma, l’insolito agente infettivo che causa la patologia, non è stato ancora debellato e rappresenta sempre un rischio latente che se trasmesso all’uomo si manifesta come una variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob.

Fortunatamente, un gruppo di ricercatori di diverse università canadesi, ha identificato nelle urine dei bovini una proteina che potrebbe indicare precocemente la presenza di questa infezione.

La ricerca è stata condotta analizzando campioni di urina di quattro bovini infetti e quattro sani della stessa età e provenienza. Le sostanze presenti nelle rispettive urine sono state confrontate usando una tecnica chiamata elettroforesi differenziale bidimensionale.

Nelle prove preliminari, è stata individuata una sola proteina in grado di stabilire una diagnosi. Ora, invece, conoscendo la relativa abbondanza di un set di proteine è possibile determinare lo stato di avanzamento della malattia.

Il passo successivo è rappresentato dallo sviluppo un protocollo per il test diagnostico, che in un prossimo futuro, potrebbe essere applicato anche per monitorare la variante umana.

La ricerca, condotta dal  dottor David Knox, è stata pubblicato su Proteome Science.

[foto law_keven]

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