Una recente ricerca ha dimostrato che la sindrome di Asperger, collegata ai disturbi dello spettro autistico, determina una ridotta abilità di mettersi nei panni degli altri.
Lo studio, condotto per la Sapienza da Salvatore Maria Aglioti, Ilaria Minio-Paluello e Alessio Avenanti, in collaborazione con Simon Baron-Cohen della Cambridge University e Vincent Walsh dell’University College London, ha gettato luce sulle basi neurali delle difficoltà empatiche riscontrate nelle persone affette dalla sindrome di Asperger.
La rivista Biological Psychiatry ha pubblicato un articolo a riguardo nel quale è stata descritte le sperimentazioni condotte al riguardo utilizzando la stimolazione transcranica, tecnica non invasiva di stimolazione cerebrale utilizzata per indagare la risposta cerebrale all’osservazione del dolore altrui.
I risultati dimostrano che le persone con sindrome di Asperger non rispondono all’osservazione del dolore altrui a causa della loro ridotta risonanza empatica determinata, a sua volta, dà una risposta a carattere egocentrico, nonostante le persone colpite dalla sindrome abbiano per il resto comportamenti perfettamente adeguati sotto il profilo dei riferimenti morali e siano capaci di atteggiamenti solidali nei confronti degli altri.
Un importante incontro, quello che avrà luogo il prossimo 7 ottobre presso la Sala del Consiglio della Provincia di Via Gramsci 4, durante il quale sarà illustrato un modello di intervento specialistico per la presa in carico globale di pazienti affetti da una grave malattia rara la distrofia muscolare di Duchenne (DMD).
Una nuova chiave di lettura per la valutazione degli effetti degli estrogeni sul sistema nervoso centrale apre interessanti orizzonti sulla possibilità di impiego di questi ormoni nel tentativo di prevenire o rallentare il decorso della malattia di 













Circa 13mila bambini in Cina sono stati ricoverati in ospedale dopo aver ingerito latte contaminato. Lo ha annunciato il ministero della Sanità di Pechino, tradizionalmente prudente nel rendere ufficili certe cifre, secondo quanto riferito dagli organi di stampa ufficiali del Paese.

Un team dell’HSCI (Harvard Stem Cell Institute) ha messo a punto una nuova tecnica per produrre
Un’innovativa tecnica per il ringiovanimento cutaneo, mutuata dall’ingegneria dei tessuti, è stata presentata oggi al 57° Congresso Nazionale di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica in corso a Napoli.



