Pinza Jumbo e biopsia polmonare – intervista al Dr. Poletti

Venerino PolettiDopo la pubblicazione del post sulla nuova metodologia di esecuzione della biopsia polmonare (foto) messa a punto dal dottor Venerino Poletti, direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia Interventistica di Forlì, abbiamo pensato di intervistarlo per capire in maniera più approfondita la tecnica.

Quando si rende necessaria la biopsia polmonare e in cosa consiste?

Si rende necessaria per studiare il tessuto polmonare e riconoscere quadri anatomopatologici che aiutano a formulare una diagnosi definitiva. È sempre necessraia? No specialmente dopo l’avvento della tac toracica ad alta risoluzione ma diciamo che nel 30% circa dei casi di malattia polmonare diffusa la biopsia si rende necessaria per una diagnosi finale.

Cos’è la pinza Jumbo?

È una pinza in commercio per biopsie endoscopiche (ciò fatte attraverso endoscopi). È flessibile ed ha valve di ampie dimensioni.

Ci può spiegare la tecnica da lei adottata nel dettaglio?

La tecnica richiede la intubazione del paziente con tracheo o broncoscopio rigido. La pinza viene fatta correre libera nel lume e le biopsie sono fatte in controllo fluoroscopico. La emorragia eventuale è controllata con l’utilizzo di aspiratore e palloncino di Fogarty.

Come le è venuta l’idea vincente di impiegare una pinza creata per la
rimozione dei corpi estranei inalati per eseguire delle biopsie?

L’idea è venuta perché da anni (primo lavoro del 1988) ci occupiamo di biopsie polmonari meno invasive di quelle chirurgiche. Io poi sono stato per vari anni anatomopatologo e quindi ho coscienza delle problematiche derivanti dall’analisi di piccoli frammenti. La pinza non è da corpi estranei era solo utilizzata per biopsie dai gastroenterologi.

Il tessuto polmonare è molto ricco di capillari e quindi di sangue. Con la tecnica messa a punto da lei si è detto che è possibile ridurre il numero di complicanze, in che modo?

È possibile controllare la emorragia perché abbiamo allargato -di molto- il campo “endoscopico” entro cui muoverci.

Sappiamo che la tecnica è già stata testata con successo, ci potrebbe fornire qualche dato sulla sua funzionalità?

Complicanze pneumotorace 2,5% complicanze complessive 5%.
Richiede una sedazione profonda ed è fattibile soprattutto nei lobi inferiori dei polmoni.

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Una risposta a “Pinza Jumbo e biopsia polmonare – intervista al Dr. Poletti”

  1. Ultrasonografia per individuare lesioni vascolari polmonari - BioBlog scrive:

    […] invasive e cruente. Lo studio del prof. Venerino Poletti, intervistato su questo blog sulla “Pinza Jumbo e biopsia polmonare” e diventato nel frattempo segretario europeo della Società di Medicina Respiratoria, è stato […]

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