La pelle artificiale

Fino al 30 luglio si svolge a Sestri Levante una sessione di lavoro fra gli scienziati e i ricercatori impegnati nel progetto europeo RobotCub, la piattaforma umanoide sviluppata dall’Istituto Italiano di Tecnologia.

I ricercatori provenienti da alcuni paesi europei e non, lavoreranno assieme per implementare nuove soluzioni tecnologiche da applicare alla piattaforma umanoide: controllo motorio, visione artificiale e apprendimento automatico saranno alcuni dei temi toccati.

Al progetto RobotCub aderiscono numerosi centri europei, riuniti in un consorzio e tra i collaboratori internazionali compaiono anche il MIT di Boston. Cervelloni di tutto il mondo a confronto, insomma.
Tra le ricerche presenti c’è il brevetto che riguarda la sensorizzazione di superfici non planari, in poche parole la pelle artificiale. In sostanza la nuova nanotecnologia permette di rendere sensibili superfici curve grazie alla disposizione ad un reticolo triangolare di sensori e al supporto flessibile su cui sono fissati.

Le applicazioni possibili sono numerose e comprendono diversi ambiti di utilizzo: può fornire indicazioni sia sullo stato interno del sistema, sia sulle caratteristiche fisiche dell’ambiente con cui il robot interagisce.

Ulteriori applicazioni possono essere i dispositivi nei quali l’interazione uomo–macchina avviene attraverso contatto fisico o il settore dell’abbigliamento tecnico, nel quale i sensori potrebbero essere utilizzati per misurare lo stato fisiologico della persona che li indossa.

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