Lettera a Repubblica per i viaggi della speranza – aggiornamento

Vorrei ringraziare tutti quelli che dopo la pubblicazione del post “Lettera a Repubblica per i viaggi della speranza” ci hanno scritto email per avere maggiori informazioni o semplicemente per segnalarci i contatti dei diretti interessati.
Ebbene vi posso garantire che, contemporaneamente alla pubblicazione del post, la redazione ha tentato -a quanto pare invano- di contattare la giornalista Strippoli e il professor Silengo.

Ovviamente se qualcuno avesse qualcos’altro da aggiungere siamo sempre disponibili tramite email o ancora meglio con i commenti che rimangono visibili a tutti.

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6 Risposte a “Lettera a Repubblica per i viaggi della speranza – aggiornamento”

  1. Luca M. scrive:

    non avranno niente da dire o saranno “impegnati”… 🙂

  2. Gianni Demarin - Beike Europe SA scrive:

    ….e ovviamente non solo non non hanno pubblicato la mia lettera di risposta, ma non mi hanno neppure degnato di una risposta. Che bella gente. Ma non esisteva il “diritto di replica”? Pensate che noi viviamo questa censura da quando abbiamo iniziato.

    Grazie comunque a questo blog che sembra essere l’unico spiraglio di giornalismo serio in un settore, quello della sanità, popolato da squallidi personaggi che, godendo di titoli e di una immeritata stima, continuano a speculare sulla salute della gente per i propri interessi. Strano, è proprio la stessa cosa di cui gli stessi accusano noi, un po’ come il maiale che dice alla colomba: “Tu sei sporca”.

    Nessuno, proprio nessuno, avrà mai la dignità di affrontarmi in un civile dibattito televisivo in diretta, dandomi la possibilità di far parlare qualcuno delle decine di pazienti che sono già stati nelle cliniche di Beike per sottoporsi ad un trapianto di cellule staminali. Chissà come mai… eppure non dovrebbe essere difficile smontare le tesi di chi viene tacciato di vendere false illusioni.

    Grazie sul serio per l’opportunità che ci date voi di Bioblog di rispondere a domande, spesso anche pungenti, ma giuste ed educate e poste con la necessaria dose di diffidenza verso chi propone i progressi delle tecnologie ancora sconosciute ai più.

    Forse in futuro non saremo noi di Beike la soluzione alle malattie ancora definite inguaribili, ma sicuramente quella delle staminali è la strada giusta da seguire con caparbietà. Su questo non c’è alcun dubbio.

    Grazie di cuore.

    Gianni Demarin
    Beike Europe SA

  3. Loris scrive:

    Salve, avrei le seguenti domande da porre al signor Demarin:
    1. ho provato a scaricare qualche papers fra quelli citati dal sito di Beike, ma sfortunatamente non sono riuscito a trovarne nessuno sul web. se cerco il nome del paper l’unico riferimento è il sito della beike e non un issue di una rivista da cui posso scaricarmi il .pdf e leggerlo (come normalmente accade per tutte le pubblicazioni scientifiche).Perchè non mettete anche i .pdf nel sito? cosi chi è interessato può leggerli…
    2. certamente i risultati sembrano interessanti, ma perchè tali lavori sono pubblicati solo su riviste di scarsissimo valore (vedi pagina di Prof-Yang). Non mi si dica perchè sono cinesi, la maggior parte delle pubblicazioni nelle riviste importanti sono scritte da cinesi. Il problema è che in una rivista come Journal of Zhengzhou University la revisione è molto soft mentre in una rivista ad alta impact factor la revisione è molto seria e dettaglia. Ovviamente i risultati dei trial clinici si posso truccare, ma questo è un reato. In definitiva, se i risultati di beike sono cosi eccellenti perchè non pubblicano sulle riviste ad alto impact factor? In questo modo tali lavori sarebbero riconosciuti a livello internazionale.

  4. Gianni Demarin - Beike Europe SA scrive:

    Salve Loris! È chiaro che non li trova: i titoli che lei legge non sono altro che la traduzione dal cinese all’inglese. Bisognerebbe ricercare in cinese, ma dubito che sia cosa semplice.
    Ho comunque parecchio materiale scientifico su files, vedremo di pubblicarlo sul sito dopo le ferie.

    Comunque vorrei sottolineare che una rivista scientifica come il Journal of Zhengzhou University ha un impact factor un paio di volte superiore addirittura alla più importante rivista scientifica occidentale. Non dimentichi che la Cina è come USA, Europa, Russia insieme e ne avanza ancora, quindi i lettori sono ovviamente solo orientali. A parte quello, può trovare diverse pubblicazioni Beike sul Chinese Medical Journal, ma non mi chieda consiglio su come rintracciarlo sul web perché non saprei come aiutarla. Al limite chiederò in futuro i link alla casa madre per poi pubblicarli sul sito.
    Vedremo.

    Per quanto riguarda il riconoscimento a livello internazionale, mi hanno da poco comunicato che tra un paio di mesi pubblicheranno su una rivista occidentale. Le farò sapere.

    Cordiali saluti

    Gianni Demarin

  5. Loris scrive:

    salve, aspetterò con ansia i risultati pubblicati su una rivista che lei definisce occidentale. Comunque “Journal of Zhengzhou University” è una rivista di classe C (classificazione del CINECA), essendo ricercatore (precario) all’università di Bologna conosco bene i processi di revisione in base alla classe della rivista.
    In ogni modo non esistono riviste orientali e occidentali (l’importante è che la lingua utilizzata sia l’inglese, per ovvi motivi), ogni rivista ha una classe di valore (legata all’impact factor normalizzato) ovviamente molte riviste storiche hanno come sede legale un paese occidentale. Però i migliori ricercatori al mondo ora sono russi e cinesi ed entrambi pubblicano in riviste importanti.
    Vede, io spero molto nei vostri risultati, però non riesco proprio a capire perchè le vostre tecnologie e i vostri prototipi non siano presentati in riviste in lingua inglese di classe A. Deve ammettere che è difficile capire questa assenza di pubblicazioni. Se lei cerca il mio nome su google trova tutto quello che ho fatto e miei esperimenti, i miei prototipi, i pro e contro degli algoritmi da me proposti e cosi via…

  6. Gianni Demarin - Beike Europe SA scrive:

    Aspetti Loris, tempo al tempo.
    Stiamo parlando di cellule staminali, non di farmaci. Sono due cose molto differenti.
    Le pubblicazioni scientifiche devono essere veritiere e serie, come una volta lo erano anche le nostre, non “aggiustate” come lo sono ora. Se fa il ricercatore sa bene di cosa sto parlando.

    Cortesemente, vada a leggersi quanto ha scritto Richard Smith, ex direttore generale del gruppo BMJ a questo link: http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=63#n01

    Per quanto riguarda l’assenza di pubblicazioni sui “nostri” giornali (invece esistono giornali scientifici orientali ed altri occidentali) c’è un valido motivo, ma non posso spiegarglielo, almeno non ancora per qualche mese.

    Le auguro un futuro professionale felice, e sicuramente lo sarà, perché lei mi sembra un puro. Resti così, se ne trovano pochi come lei oramai.

    Se mi manda il suo indirizzo e-mail posso però inviarle un po’ di cose pubblicate. Lo mandi a gianni.demarin@beike.ch

    Cordiali saluti

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