Successo della via americana per la conservazione delle staminali

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La società italiana Smart Bank, impegnata da tempo nella conservazione delle cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale in una banca privata, ha diffuso oggi un comunicato con i dati del successo della via americana per il banking pubblico e privato.

Cordone ombelicale: in attesa dell’ordinanza ministeriale entro il 30 giugno dagli Stati Uniti vengono le cifre del successo dei trapianti con le staminali cordonali e la via per una sinergia tra banking pubblico e privato.
I dati: 10mila trapianti effettuati con una percentuale del 63% di successo per uso intrafamiliare. In crescita anche le conservazioni in banche private, che si attestano al 4% sul totale dei parti.

Il 30 giugno scade il termine previsto dal Decreto Milleproroghe per la predisposizione da parte del Ministero della Salute di una rete nazionale di banche per la conservazione dei cordoni ombelicali. Il provvedimento punta a creare anche in Italia una rete di banche pubbliche e private al fine di incrementare la disponibilità di cellule staminali.
Un provvedimento atteso da tempo, che non manca di suscitare dibattito ma anche attesa per una legge che porterebbe l’Italia ad avvicinarsi ad altri paesi europei in tema di ricerca scientifica, di progresso nella cura di malattie importanti come quelle del sangue e di altre patologie su cui continua la ricerca.
In tal modo si afferma il diritto per i genitori italiani e i nuovi nati a conservare il prezioso materiale biologico presente nel sangue del cordone ombelicale.

Stando ai dati Istat riferiti al 2006 su 560.010 nascite solo lo 0,46% ha deciso di donare il cordone per uso eterologo, mentre l’1% ha deciso di portare le staminali in banche estere, non essendoci ad oggi la possibilità in Italia di conservare per sé il cordone ed essendo vietate le banche private, divieti a cui sopperisce con efficacia la rete di banche private che portano all’estero le preziose staminali cordonali.

«Se questa è la situazione italiana – dice la dott.ssa Irene Martini, biologa e direttore scientifico di SmartBank, la banca delle cellule staminali con sede a Roma e laboratorio a Plymouth in Inghilterra – dal recente congresso internazionale che si è tenuto a Los Angeles il 6 e 7 giugno, emerge che negli Stati Uniti è cresciuto non solo il numero delle unità conservate in banche private, ormai il 4% del totale delle nascite ogni anno, ma è ormai evidente che l’uso delle staminali cordonali rappresenta un successo nella cura di malattie importanti come quelle del sangue».

Un successo confermato dai dati che dicono che se fino al 2006 i trapianti erano 8mila, dal 2007 se ne contano 10mila con una percentuale di successo del 63% per trapianti intrafamiliari, più del doppio rispetto a quelli effettuati con uso eterologo delle staminali, anche se il dato non è irrilevante e si attesta al 22%. Ma, elemento ancor più importante è quello che può segnare la via anche per l’Italia per un sistema misto, che veda affiancate le banche pubbliche e le banche private, modello chiaramente indicato dalle linee guida emanate della Food and Drug Administration.

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