Film antibatterico

Dopo aver studiato i depositi batterici sulle superfici, alcuni ingegneri del MIT di Boston hanno creato un film ultrafine realizzato in polimero da applicare sui dispositivi medici e di altre superfici per il controllo di accumuli microbici.

Il basso costo e la facilità di produzione del film potrebbe fornire un prezioso strato di protezione per l’industria di assistenza sanitaria, contribuendo a ridurre la diffusione delle delle infezioni nosocomiali, che sono letali su 100.000 persone all’anno e il costo, negli Stati Uniti, si stima su 4,5 miliardi di dollari ogni anno .

I ricercatori, che hanno pubblicato il loro lavoro sulla rivista Biomacromolecules, hanno trovato come organizzare il controllo batterico in base all’aderenza alle superfici da manipolare in base alla rigidità del polimero utilizzato, polimero che è stato chiamato film di polielectrolite multistrato. Così, il film potrebbe essere progettato in modo da impedire l’accumulo di pericolosi batteri o impedire la crescita di batteri.

Quindi maggiore è la rigidità meccanica del materiale, maggiore è la superficie batterica di adesione. L’esperimento è stato condotto con tre ceppi di batteri comunemente reperibili sulla pelle: Staphylococcus epidermidis e due tipi di Escherichia coli.

La rigidità di solito è stata trascurata negli studi di come i batteri aderiscono alle superfici in favore di altre caratteristiche come ad esempio la carica di superficie, la rugosità, e l’attrazione o repulsione all’acqua. Il nuovo lavoro mostra che la rigidità dovrà essere presa in considerazione.

Il nuovo film potrebbe essere combinato con gli attuali repellenti batterici per rafforzare la loro efficacia. Tali metodi comprendono il rivestimento di superfici con antibiotici o sostanze chimiche che incorporano nanoparticelle di metallo sulla superficie, che causano la lesione della parete cellulare batterica.

Il fiml è stato composto in materiale che previene la crescita e proliferazione batterica e si è quindi deciso di sperimentare la loro implicazione futura nei dispostivi medici intracorporei, come ad esempio stent cardiaci e vasali e altre tipologie di impianti poichè una volta che un oggetto esterno entra nel nostro corpo, se si può limitare il numero di batteri che con esso entrano, si potrebbe aiutare il sistema immunitario a difendere contro le infezioni.

I ricercatori hanno costruito il film, con uno spessore di circa 50 nanometri, con strati di polielectrolite (una classe dei polimeri). Alternando strati di diversi pH (acidità), per garantire un pH neutro nella sommazione degli strati, come l’acqua.

La ricerca è stata finanziata dalla National Science Foundation e dall’NIH.

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Una risposta a “Film antibatterico”

  1. Carolina scrive:

    Di solito in sala operatoria si usa la pellicola Steri Dreap e Ioban, e direi che funzionano perfettamente. Gli stessi materiali si usano per ricoprire il microscopio per le anastomosi, il neuronavigatore e per le lampade scialitiche.
    Forse la vera innovazione è lo sviluppo nelle endoprotesi.

    Mi terrò informata seguendo il vostro accuratissimo sito.

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