Record di staminali prelevate da un cordone ombelicale

cellule staminali cordone ombelicalePrelievo record di cellule CD34+ le staminali del cordone ombelicale per la biobanca SmartBank, che opera in Italia per conto della SmartCells International, una delle prime strutture europee a conservare le cellule staminali.

Il parto da record è stato effettuato all’Ospedale Nuovo San Giovanni di Dio di Firenze. Il laboratorio dove verranno conservate le preziose cellule staminali è quello inglese di Plymouth.

Il numero record delle staminali prelevate è di 2milioni 450mila cellule CD34+ con un numero di leucociti pari a 2miliardi e 680milioni, in un corrispondente volume di prelievo pari a 125,4 cc e una vitalità delle cellule del 95,90%.

«Se si considera che uno dei principali vantaggi delle cellule staminali estratte dal sangue del cordone è che sono totalmente istocompatibili con il neonato da cui sono state prelevate ed hanno una percentuale significativa di istocompatibilità con il nucleo familiare, pari al 25%, – dice la dott.ssa Irene Martini, biologa e direttore scientifico di SmartBank – il dato del prelievo di Firenze risulta particolarmente significativo. Occorre ricordare che secondo i dati dei centri trapianti internazionali, le patologie che trovano maggior supporto terapeutico dalle cellule staminali cordonali sono la leucemia linfoide acuta (ALL), la leucemia mieloide acuta e cronica (AML,CML), le immunodeficienze e le talassemie.

I protocolli sulle modalità di trapianto per endovena delle cellule staminali prevedono una dose minima equivalente a 3 x 107 cellule mononucleate per Kg corporeo e una istocompatibilità di almeno 8/10 loci. I nuovi studi sui trapianti hanno dimostrato che un trapianto per endovena con almeno due unità di sangue cordonale garantisce un miglior attecchimento perché la cellularità (ovvero la concentrazione di cellule trapiantate) è un fattore determinante nella riuscita del trapianto così come l’immediata reperibilità del campione e la sua sterilità (ovvero la non contaminazione delle cellule trapiantate da parte di agenti infettivi).

Studi recenti nell’impiego delle staminali per iniezione intramidollare diretta dimostrano un recupero più rapido del numero di cellule linfocitarie con un numero ridotto di cellule staminali trapiantate. La conservazione del sangue cordonale offre inoltre la possibilità di sviluppare indagini diagnostiche retroattive su patologie a carattere ereditario e/o tumorale. Altri protocolli in corso di definizione e validazione riguardano l’espansione delle cellule staminali in vitro, il trapianto dopo ridotta chemioterapia, l’infusione di cellule selezionate».

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