Depurare l’acqua nei Paesi poveri

lifestraw filtro

L’acqua potabile si potrebbe considerare il problema fondamentale per milioni di persone al mondo, che arrivano a morire per la scarsità a cui sono sottoposti.

La Vestergaard Frandsen, una società elvetica già resasi famosa per aver creato una sorta di filtro personale che permetteva alla gente di bere anche da fonti non sicure, è tornata alla ribalta con la versione casalinga di questo concetto. Per questo, con un progetto dal nome H Design, un ente umanitario sta raccogliendo i fondi per dotare tutte le famiglie di Mumbai, in India, di questo apparecchio, che gli permetterebbe finalmente di vivere.

Considerando un consumo medio di 20 litri per giorni, un’intera famiglia potrebbe restare tranquilla per circa due anni (15000 litri in totale); rimuove praticamente il 100% dei batteri, dei virus e dei parassiti; funziona anche con l’acqua torbida e segue gli standard severissimi dell’EPA, che regolamentano i depuratori.
Infine, cosa assai importante per quelle zone, non richiede corrente elettrica, ne pezzi di ricambio, ne acqua corrente. Se andrà in porto, potrebbe cambiare la vita di moltissime persone, rendendogliela dignitosa e più facile, ed evitando le epidemie che ormai sono diventati la norma.

[via medgadget]

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