Yoga, la ginnastica del corpo e della mente

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Lo Hatha Yoga è una forma di Yoga (uno dei sentieri che, presso la religione induista, portano all’unione con Dio) basato su una serie di esercizi psicofisici di origini antichissime, originati nelle scuole iniziatiche dell’India e del Tibet.

È ad oggi molto praticato anche in occidente, in cui nella maggior parte dei casi è stato privato dei suoi significati spirituali e viene proposto come una mera foma di ginnastica esotica alternativa; questa “laicizzazione” ha fatto sì che molte persone, a prescindere dall’orientamento religioso, si avvicinassero -seppur in modo superficiale- a questa pratica, spesso erroneamente scambiata con lo Yoga nella sua totalità.

Per gli esperti del settore, ma anche per le persone che si volessero avvicinare a questa tecnica è disponibile su BandhaYoga l’acquisto di due manuali, giunti alla terza edizione, con oltre 240 pagine e 650 illustrazioni a colori per imparare lo Hatha Yoga.

La disciplina dello Yoga è riconosciuta come uno dei metodi più efficaci per far fronte ai disagi dello stress quotidiano, un po’ come l’agopuntura. Nella galleria potrete trovare alcune immagini tratte dal libro, fornitemi dagli stessi autori.

Lo Hatha Yoga insegna a dominare l’energia cosmica presente nell’uomo, manifesta come respiro, e quindi a conseguire un sicuro controllo della cosa più instabile e mobile che si possa immaginare, ossia la mente sempre irrequieta, sempre pronta a distrarsi e divagare.
In tal maniera lo yoga, influendo insieme sulla vita psichica e su quella fisica dell’individuo, che del resto pensa strettamente congiunte, si propone di compiere una revulsione immediata dal piano dell’esperienza quotidiana, umana e terrena e di attuare con grande prontezza il possesso della più alta beatitudine. Ecco perché lo Hatha Yoga è anche chiamato “la via celere”.

Chi ne segue le regole non è più un uomo comune ma diventa un Siddha, cioè un uomo perfetto. Uno dei segni ch’egli è un uomo perfetto è appunto lo straordinario dominio sugli elementi, quale si mostra con la pratica del tummò, in virtù della quale l’asceta prova di poter cambiare per suo volere le condizioni stesse della vita.

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