Archivio di aprile 2008

Collante naturale dalle rose

mercoledì 30 aprile 2008 di Federico Illesi

rosa goccia acqua

Un gruppo di chimici dell’Università di Tsinghua a Beijing in Cina hanno studiato il legame tra le gocce d’acqua e le rose.

Normalmente dell’acqua posta in verticale tende a scivolare e cadere dal supporto su cui era presente; questo non accade con i petali di rose. L’acqua, unita alla struttura particolare della superficie dei petali di questo fiore, viene letteralmente incollata nel posto in cui si trova.
Uno studio approfondito ha rilevato la presenza di nanostrutture (“hierarchical micropapillae” e “nanofolds”), principali fautori di questo collante naturale.

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Origami nanotecnologici per il trasporto di farmaci

mercoledì 30 aprile 2008 di Federico Illesi

origami farmaciRicercatori della University of Southern California hanno mostrato un nuovo modo per trasportare farmaci (drug delivery) in modo preciso e mirato, grazie a una nuova tecnica nanotecnologica.

Il processo per ottenere questi trasportatori è diviso in due step: il primo è quello di creare una figura piatta per l’appunto origami (l’arte di ottenere figure 3D solo piegando un foglio di carta) e quindi costruire la forma tridimensionale (piramide, cubo, etc.).
Nella foto si vede un esempio di piramide di lato 30µm.

Gli scienziati ovviamente non hanno usato carta, ma un film di polisilicio coperto da un sottilissimo strato di oro. Al film in silicio caricato positivamente è stato applicato un campo magnetico per riuscire a piegare il film in modo da ottenere la struttura chiusa tridimensionale.

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Vasi sanguigni guidano lo sviluppo dei nervi

mercoledì 30 aprile 2008 di Federico Illesi

I ricercatori del Johns Hopkins hanno studiato come poter utilizzare in laboratorio la proprietà dei vasi sanguigni di guidare lo sviluppo degli assoni dei neuroni.

Ciò ha permesso la scoperta di una famiglia di proteine in grado di far sviluppare i nervi e soprattutto in quale direzione, in accordo con quanto affermato da David Ginty (professore di Neuroscienze presso l’Hopkins e l’Howard Hughes Medical Institute). Il professor Ginty ha anche aggiunto: «La cosa molto interessante è stato osservare che i nervi usano nel corpo umano i vasi sanguigni come vere e proprie guide per dirigere il loro sviluppo».

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Il gene della vascolarizzazione tumorale

mercoledì 30 aprile 2008 di Alessandro Aquino

vasi sanguigni tumore

Le correnti terapie antitumorali mirano a uccidere i vasi sanguigni attraverso cui passa il nutrimento delle cellule cancerogene, permettendo loro di moltiplicarsi e di fermare la risposta del sistema immunitario.

I ricercatori del Western Australian Institute for Medical Research hanno identificato un gene che sembra essere associato con la crescita dei vasi sanguigni nei tumori dei topi, si tratta di una scoperta che apre nuove prospettive per il miglioramento del trattamento anti-cancro.

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Fissatore per le fratture della mascella

martedì 29 aprile 2008 di Alessandro Aquino

wagner fratture mandibola

Il chirurgo plastico Jon Wagner confeziona calchi di fratture di mascelle. Wagner costruisce i calchi e li utilizza per pianificare un intervento chirurgico prima di andare in sala operatoria.

Jon Wagner, si occupa principalmente di chirurgia della testa e del collo presso l’Università del New Mexico (UNMH), e vede un sacco di rotture di mascelle. Più di 400 all’anno passano attraverso le porte della sua sala operatoria al Trauma Center.

Quando Wagner e gli altri chirurghi traumatologi devono attuare una riparazione mascellare, utilizzano pesanti lastre di titanio, la piegatura di tali lastre viene attuata con una combinazione di strumenti pesanti e forza bruta. Le piastre vengono fissate alla mascella con viti, di solito inserite attraverso la bocca. Si tratta di un processo invasivo e nel 20 per cento dei pazienti possono sussistere gravi complicazioni tali da richiedere un intervento chirurgico di follow-up. La sua casistica è soprattutto derivata da pazienti giovani, per la maggior parte di sesso maschile.

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Al cancro non piacciono i funghi

martedì 29 aprile 2008 di Alessandro Aquino

fungo phellinus linteus cancroUn recente studio pubblicato sul British Journal of Cancer ha dimostrato che l’estratto di un fungo utilizzato da secoli dalla medicina Orientale sarebbe in grado di arrestare la crescita delle cellule del cancro al seno.

Test di laboratorio, condotti utilizzando cellule tumorali prelevate biopticamente dal seno, hanno dimostrato come il fungo denominato Phellinus linteus abbia un marcato effetto anti-cancro, probabilmente grazie all’inibizione di un enzima, l’AKT, conosciuto per essere il segnale di controllo in grado di guidare la crescita delle cellule tumorali.

Questo fungo era già stato precedentemente messo in evidenza per le sue proprietà antitumorali nel trattamento del tumore della pelle, nel polmone e nella prostata. La nuova ricerca sul cancro al seno rileva, però, per la prima volta il meccanismo di funzionamento di questo fungo.

L’estratto del fungo, infatti, riduce la crescita incontrollata delle nuove cellule cancerogene, inibendo il loro comportamento aggressivo e bloccando il nutrimento vascolare del tumore attraverso i vasi sanguigni.

Ora resta solo la sperimentazione, non in vitro, e ovviamente uno studio sui dosaggi di tale estratto, per non essere nocivo poi per altri organi di sintesi, come il fegato, il circolo pancreatico e i reni.

[via British Journal of Cancer]



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Eliminare il dolore post-operatorio durante l’intervento

martedì 29 aprile 2008 di Alessandro Aquino

operazione chirurgica

Il dolore alla schiena da una degenerazione o una protrusione discale può essere grave ed invalidante. Così grave che un intervento chirurgico per rimuovere il disco è necessario. Questa procedura viene chiamata discectomia. In questo studio, i chirurghi hanno confrontato i modi per ridurre il dolore dopo l’intervento chirurgico.

Due gruppi di pazienti sono stati inclusi. Tutti i pazienti hanno avuto una microdiscectomia a livello lombare. Microdiscectomia si riferisce all’uso di un approccio poco invasivo. Una piccolissima incisione ed è fatta. Speciali strumenti chirurgici vengono impiegati per consentire al chirurgo di vedere all’interno della colonna vertebrale senza fare una grande incisione (microdiscectomia laparoscopica).

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Terapia genica per i ciechi

martedì 29 aprile 2008 di Federico Illesi

terapia genica occhio

Tommaso Ferraro, 26 anni, di Ragusa, è uno dei tre italiani affetti da grave forma di cecità ereditaria, l’amaurosi congenita di Leber, sottoposto presso il Children’s Hospital di Philadelphia al primo intervento di terapia genica sull’uomo.

«Prima non vedevo neanche le luci, ora riesco a leggere fino a cinque righe del tabellone. È stato operato il mio occhio destro, il più malandato, ma anche il sinistro ha ottenuto benefici».

Spiega il Corriere: il complesso intervento è stato svolto da una equipe internazionale che ha visto collaborare l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) ed il Dipartimento di Oftalmologia della seconda Università degli Studi di Napoli assieme, appunto, al Children’s Hospital di Philadelphia.

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Pacchetti di sigarette usati per sanare una ferita

lunedì 28 aprile 2008 di Federico Illesi

Senza foto tangibili sarebbe impensabile credere alla storia di Rao Jiacang, un uomo che fino ad oggi ha vissuto grazie non tanto alle sigarette, ma alle scatole che comunemente le contengono.

Dopo aver subito un intervento chirurgico in sede cardiaca ben dieci anni fa, l’indigenza lo ha portato a non poter finire in tutti i suoi aspetti l’operazione: i medici asportarono parte di un polmone intaccato da un tumore e non intervennero per suturare la ferita, perché Jiacang non aveva disponibilità completa di soldi.

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Nuovo marker per lo studio delle metastasi

lunedì 28 aprile 2008 di Alessandro Aquino

L’articolo è uscito questa settimana su Cell Press. Il nuovo filone di studi è quello di valutare oltre che alle cellule tumorali presenti in una neoformazione, anche il contorno, quindi stroma, nutrimento, temperature, sistemi di scambio, sostanze di alimentazione. Questo è quello che normalmente viene definito un microambiente.

Il microambiente dei tumori al seno è in grado di innescare la loro stessa metastasi, attraverso una stimolazione che libera le cellule permettendone l’ingresso nel circolo ematico e l’invasione conseguente degli altri organi.

Attraverso l’analisi di centinaia di tumori al seno sulle donne, i ricercatori del Cancer Center di NY hanno trovato prove che la citochina TGFß nel microambiente del tumore innesca le cellule tumorali per una metastasi nel polmone. Segnali di TGFß sono spesso attivati all’interno del tumore come risposta naturale alla carenza di ossigeno e alle condizioni infiammatorie che procedono con la progressione del tumore.

Fenomeni anossici all’interno del tumore provocano un’alterazione dei vasi sanguigni che porta ad un’atrofia infiammatoria dei vasi stessi e come da protocollo, si innesca una reazione a cascata di citochine e sostanza P, responsabili inoltre del dolore.
Il risultato dello studio permette di individuare TGFß come possibile target per la somministrazione di farmaci che prevengano l’estensione del cancro al seno ai polmoni.

[via Cell Press]



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