Fotobiologia

eme emoglobina clorofilla

Da molti anni, ormai, si studiano i fenomeni elettromagnetici e le loro possibili applicazioni in vari settori, tanto che molti scienziati affermano che, come il secolo scorso può essere definito il “Secolo dell’elettrone”, così il secolo appena iniziato sarà “il Secolo del fotone”. Numerosi e sorprendenti sviluppi si sono avuti, recentemente, anche nell’ambito della Biologia e della Medicina.

Ad esempio, la clorofilla (molecola vegetale che trasforma l’energia luminosa in energia chimica) e l’emoglobina (proteina contenuta nei nostri globuli rossi) hanno una struttura chimica simile: ed infatti, anche l’emoglobina, come la clorofilla, è sensibile alla luce e, quando esposta a precise lunghezze d’onda, viene “attivata”, ottenendo, tra i vari effetti, un miglioramento del trasporto di ossigeno.

La scienza che studia questi fenomeni, detta fotobiologia, sebbene di recente sviluppo, ha già fornito una notevole mole di conoscenze interessanti.
Il fenomeno della fotosensibilità di molti atomi e molecole è ormai universalmente accettato da fotochimici e fotobiologi: quando le molecole sono attivate dallo stimolo luminoso, esse prendono immediatamente parte alle reazioni chimiche in cui sono normalmente coinvolte, con un miglioramento dell’efficacia e della velocità delle reazioni stesse. Alcuni esempi sono costituiti dagli enzimi AMP kinasi, Ciclossigenasi e dal Citocromo p-450, così denominato perché fotosensibile alla lunghezza d’onda di 450 nm.
Sono state dimostrate numerose azioni biologiche sia sulle molecole intracellulari che su sistemi cellulari o tessuti, tutte di notevole interesse. Ciò ha reso anche possibile la realizzazione di innovativi dispositivi medici, che generalmente basati sull’utilizzo di una particolare sorgente luminosa: il laser. Quando utilizzato a specifiche basse potenze, esso consente di ottenere selettivamente gli effetti fotochimici, in assenza di altri effetti quali quello termico o elettromeccanico.

— Dr. Francesco Raggi

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