Organizzazione cristallina 3D del DNA

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In uno dei prossimi numeri della rivista Nature saranno spiegati i dettagli di una tecnica elaborata da un team di scienziati del Brookhaven National Laboratory che permetterà di creare cristalli di nanoparticelle tridimensionali a partire da molecole di DNA.

Lo studio si basa sull’attrazione che i vari nucleotidi di DNA hanno tra loro (e che danno quella tipica forma ad elica destrorsa): parliamo di Adenina, Timina, Guanina e Citosina, che sono alla base dell’informazione genetica.
Innanzitutto si è partiti dalla capacità di queste basi di collegarsi e riconoscere il proprio complemento e si è poi lavorato sulla possibilità di ricreare strutture altrettanto bene organizzate. Per raggiungere l’ordine cristallino, gli scienziati hanno alterato le proprietà del DNA e hanno preso in prestito alcune tecniche conosciute nella formazione naturale di questi composti.

La sperimentazione ha richiesto di tentare con diversi gradi di flessibilità della catena di DNA, per ricercare una sequenza di acido desossiribonucleico che fosse stabile e prettamente rispondente ad una struttura cristallina. L’analisi si è svolta sfruttando raggi-x, l’incidenza della luce tramite studio con spettroscopio e così via. Il risultato è stato scoprire come assemblare un lungo cristallo formato di filamento di DNA, per ottenere una nanoparticella 3D.

L’uso di questa idea è molto più vasta di quanto non sembri: tipiche particelle potrebbero trovare applicazione per trasportare polimeri o proteine, inserimento di nano-oggetti o biomolecole e altro ancora.

[via medgadget | maggiori informazioni]

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