
River riporta la storia di una signora francese di 52 anni, Chantal Sebire, affetta da una malattia molto grave, un tumore che colpisce la cavità nasale.
Il problema sorse circa otto anni fa, nel 2000: iniziò a smettere di sentire i sapori e gli odori. Poi, pian piano, la severità dei sintomi si è acuita, arrivando ora ad attaccare la vista. Racconta che i dolori sono effettivamente insostenibili e durano anche diverse ore.
La donna, che condivide questo male con sole altre 200 persone nel mondo, chiede in una lettera aperta al presidente francese Nicolas Sarkozy di smettere di soffrire. “Neanche un animale sarebbe costretto a vivere come me” dice la donna, che chiede quindi di poter interrompere la propria vita tramite l’eutanasia.
L’intervento del presidente sarebbe necessario, perché attualmente in territorio francese questo tipo di azioni sono considerate reato. Pur considerando impossibile un’azione in tal senso, è chiaro che questo gesto potrebbe scuotere gli animi e con loro puntare i riflettori su quest’annoso problema.
[Grazie Andrea]











La disponibiltà di documentazione clinica di un paziente da parte di un medico o di una struttura diversa da quella usuale di riferimento è spesso un problema. È infatti comune che un paziente, spesso in situazioni di urgenza, non porti con sè documentazione su precedenti patologici.
Carly Fleischmann è una di quelle donne che potrebbe essere eletta a vessillo di quel forbito gruppo di persone nel mondo che traggono vero e sostanziale giovamento dall’uso di un personal computer.





