Viti in ossa bovine

viti ossa bovine

Da tempo si è visto che i migliori materiali impiegabili per “riparare” l’organismo in quella che viene definita medicina rigenerativa sono quanto di più simile esista per proprietà e caratteristiche ai tessuti biologici naturali. Una delle ultime scoperte in questo settore sono le viti non al titanio o in vetro bioriassorbibile come si potrebbe immaginare, ma in osso di bovino (xenotrapianto).

Le viti in osso, oltre a svolgere la funzione di fissazione dei tessuti nei limiti dei carichi consentiti dal materiale biologico, vengono poco alla volta “digerite” dalle cellule (osteclasti) nel processo chiamato rimodellamento osseo, formando direttamente nuovo osso sano. Nei materiali bioriassorbibili -al contrario- la ricostruzione di osso è legata al tempo di riassorbimento del dispositivo: una prima parte sufficientemente lunga per non compromettere la stabilità e una seconda dovuta al tempo che impiegano gli osteoblasti a colmare il vuoto.

viti osteointegrazione ossa

Nella foto sopra di Rtix.com viene illustrato quanto appena detto, da notare il rimodellamento accorso nel caso di Sterling (vite in osso bovino).

I materiali metallici benché fondamentali in applicazioni in cui ci siano sforzi meccanici elevati  vengono impiegati nella chirurgia in quantità sempre minore in quanto possono causare alcuni problemi come la liberazioni di ioni tossici (escluso il titanio puro passivato) o stress shielding.

Le viti in osso vengono attualmente impiegate con successo nella riparazione del legamento anteriore crociato strappato croce di molti atleti.

trapianti ossa

Le ossa vengono prelevate da bovini e trattate adeguatamente per eliminare la parte cellulare e per renderle sterili.
Successivamente possono essere realizzati: pezzi di tessuto di varie misure utile come xenotrapianto per il trattamento chirurgico di certi tipi di fratture, polvere come riempitivo osseo oppure parti ossee sapientemente sagomate in viti per il fissaggio.

ossa polvere

[via medgadget | foto rtix]

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