Gli ovuli cresciuti in laboratorio evitano alle donne pericolosi farmaci

cellula uovo fecondata spermatozoiPer la prima volta in Inghilterra, una cellula uovo maturata in laboratorio è stata impiantata nell’utero di una paziente, invece di seguire cure farmacologiche standard con farmaci per la fertilità, potenzialmente pericolosi e che a volte sono causa di gravidanze multiple.

La tecnica di riproduzione con fecondazione assistita in vitro (IVF, in vitro fertilization), in cui vengono somministrati alla donna farmaci che promuovono l’ovulazione per ottenere un uovo da fecondare e successivamente estrarre, fertilizzare e quindi impiantare nell’utero, può produrre la cosiddetta sindrome da iperstimolazione delle ovarica (OHSS): formazione di voluminose cisti ovariche.

Con la nuova tecnica detta IVM (in vitro maturation) cellule uovo non mature vengono prelevate e coltivate in laboratorio prima di essere fertilizzate e impiantate. In questo caso alla neo mamma viene data una sola dose di farmaco per indurre l’ovulazione.

Quest’ultima tecnica è ancora agli albori e la maggior sicurezza dal punto di vista fisico della donna la si paga con un percentuale di successo nettamente inferiore rispetto alla IVF. Infatti, di due milioni di bambini nati con la IVF, solo 400 sono stati prodotti con la IVM.
Al momento i medici consigliano questa tecnica, ancora sperimentale, a donne particolarmente sensibili agli estrogeni e altri farmaci che promuovono l’ovulazione.

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