Bisfosfonati, un aiuto concreto per le ossa malate

ossa scheletroPer chi soffre di osteoporosi e di altre patologie del metabolismo osseo quali il morbo di Paget, l’osteogenesi imperfetta, le metastasi ossee o l’osteolisi da mieloma multiplo esiste una cura un po’ dolorosa ed invasiva ma che sembra essere la migliore sul campo per aiutare l’osso compromesso a riformarsi.

Si tratta dei Bisfosfonati (BF), potenti inibitori del riassorbimento osseo e cioè una classe di farmaci in grado di inibire l’attività degli osteoclasti e la decostruzione scheletrica. Il riassorbimento osseo è uno dei processi alla base del continuo ricambio e rinnovamento del tessuto osseo: il rimodellamento. In particolare, il rimodellamento è oggi considerato un processo di fondamentale importanza nell’organismo umano. Processo che viene alterato durante la menopausa.

Esso è il risultato di due distinti processi: riassorbimento da parte degli osteoclasti e neoformazione da parte degli osteoblasti che cooperano alla sostituzione del vecchio tessuto osseo con nuovo tessuto osseo sano.

I BF sono molecole non idrolizzabili analoghe al pirofosfato. Sono composti caratterizzati dalla presenza di due legami carbonio-fosforo e da due catene laterali R¹ e R². La catena R¹ partecipa al legame con la matrice ossea mineralizzata, mentre la catena R² è responsabile dell’attività antiriassorbitiva ed è differente nei diversi BF.

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Una risposta a “Bisfosfonati, un aiuto concreto per le ossa malate”

  1. Stella scrive:

    il sole

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