Archivio di ottobre 2007

Le farine integrali prevengono le malattie al cuore

mercoledì 31 ottobre 2007 di Federico Illesi

farina integraleGli scienziati della “Brigham and Women’s Hospital” e della “Harvard Medical School” di Boston hanno studiato il legame tra il consumo di cereali per la prima colazione e l’insufficienza cardiaca.

Lo studio ha riguardato 21376 uomini, con un’età media di circa 53 anni, e li ha seguiti per circa 19 anni. I medici hanno riscontrato l’insufficienza cardiaca in 1018 dei volontari divisi tra: 362 (di 6995) che non hanno mai mangiato cereali, 237 (di 4987) che hanno mangiato non più di una porzione a settimana, 230 (di 5227) che hanno mangiato da due a sei porzioni di cereali per settimana e 189 (di 4167) che ne hanno mangiate sette o più.
Sono questi i dati su cui si basano le certezze dei ricercatori: mangiare cereali e farine integrali aiuta a prevenire sia le insufficienze, ma pure ipertensione, infarto miocardico, attacco cardiaco, diabete e obesità.

Ora non resta che aspettare un contro-studio che confermi o confuti questi risultati. Al momento pare però che dare la priorità a una costante assunzione di cibi integrali porti ottimi risultati.

[via foxnews]



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Test molecolare prognostico per il cancro al seno

mercoledì 31 ottobre 2007 di Federico Illesi

mammaprint test cancro al seno

La Agendia, azienda con base in America, ha prodotto il primo test molecolare per identificare la probabilità che il cancro alla mammella si possa diffondere nell’organismo nei 10 anni successivi alla cura: approvato dalla FDA già nel febbraio di quest’anno, ha ricevuto un’altra conferma vincendo anche il prestigioso premio Frost & Sullivan European Product Innovation.

Il test messo a punto è in grado di rilevare la firma genetica del tumore al seno, verificando la presenza di ben 70 geni espressi, da un unico campione di tessuto tumorale predicendo con una certa probabilità che il tumore si diffonda o meno nel resto dell’organismo. Questo fenomeno è noto col nome di metastasi ovvero diffusione, per via ematica o linfatica, di un processo tumorale in un punto dell’organismo diverso da quello del focolaio principale.

Nelle prove condotte dall’ente americano il test e l’algoritmo proprietario sembrano funzionare molto bene in donne di età inferiore ai 61 anni e che presentano un tumore al seno di diametro inferiore ai 5cm.

[via fda | maggiori informazioni]



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Nuova tecnica per riscrivere la sequenza del DNA di cellule umane

mercoledì 31 ottobre 2007 di Federico Illesi

molecola dna terapia genicaI ricercatori dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica hanno messo a punto una tecnica per riscrivere la sequenza del dna di cellule umane dando buone prospettive a tutte quelle persone affette da malattie genetiche ancora incurabili.

Per la prima volta, un gruppo di ricercatori dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica (hsr-tiget) e dell’Università Vita Salute San Raffaele, in collaborazione con Sangamo BioSciences, ha riscritto una sequenza di dna in cellule staminali umane, sfruttando dei virus modificati ad hoc. I virus, fungendo da “vettori”, hanno veicolato una sorta di “equipe di chirurghi” che ha sostituito i pezzi di dna difettosi direttamente nelle cellule in vitro. Il lavoro poi è stato pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista Nature Biotecnology.

Fino a oggi per correggere un difetto genetico bisognava introdurre dall’esterno una copia artificiale del gene che ripristinasse la funzione difettosa di una cellula, ma questa tecnica poteva solo approssimare il funzionamento di una cellula normale. Infatti, il gene artificiale non può ricapitolare tutte le proprietà di quello normale e, non ritrovandosi nella sua sede naturale nel dna, manca della normale regolazione. Con questo nuovo approccio sarà invece possibile correggere direttamente il dna, ripristinando sia la corretta sequenza che il normale controllo di un gene.

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Cocainomani si rifanno il naso

martedì 30 ottobre 2007 di Federico Illesi

naso da coca cocaina drogaC’è chi il naso se lo rifà per motivi estetici e chi per necessità perché consumatore di cocaina.

Le liste di attesa per questo intervento, gratis in ospedale e -ovviamente- a pagamento in privato (circa 12.000€), stanno aumentando a dismisura, diretta conseguenza della continua e costante crescita del numero di cocainomani.
L’allarme arriva dal Congresso di Federserd in corso a Sorrento (dal 28 al 31 ottobre) in cui sono stati riportati dati un tempo impensabili: fino a un anno di attesa per effettuare la ricostruzione del naso negli ospedali e 5-6 mesi nelle cliniche specializzate private.

Claudio Leonardi, coordinatore del Comitato scientifico di Federserd afferma: «Si sniffa cocaina, si vede il naso danneggiato con grande difficoltà nella respirazione, si va dal chirurgo plastico per un intervento, si soffre un po’ e poi se non si è imparata la lezione e non ci si è curati, si torna a sniffare. È un problema in aumento e lo verifichiamo ogni giorno parlando con i tossicodipendenti. La situazione è ancor più grave se si pensa che sono costretti alla ricostruzione del naso anche tanti giovanissimi, nei quali le mucose e la cartilagine sono più delicate».

Il professor Gaetano Paludetti, direttore dell’Istituto di otorinolaringoiatria del policlinico Gemelli, parla di una vera e propria patologia ribattezzata col nome di “naso da coca”, in cui si verifica una degradazione delle mucose e della cartilagine circostante con vasi sanguigni cicatrizzati e inservibili che portano a una necrosi dei tessuti. A lungo andare, per chi sniffa cocaina, l’intervento chirurgico diventa una necessità.



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Endoscopio con cutter lineare i60

martedì 30 ottobre 2007 di Federico Illesi

endoscopio lineare

Un’azienda produttrice di supporti medicali, la PMI, ha creato l’i60, un endoscopio articolare robotizzato corredato di cutter lineare.

La peculiarità di questo prodotto è il metodo: riesce a piazzare fino a quattro graffette in titanio (quello commercialmente puro, utilizzato in ambito biomedico) e tagliare nel mezzo, tutto in contemporanea (nella continuazione un’interessante animazione del funzionamento appena descritto).

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Proprietà curative dell’Aloe Vera

martedì 30 ottobre 2007 di Federico Illesi

gel aloe veraAdriano de Sanctis di Aloe-vera-proprieta.com mi ha inviato un documento sull’Aloe Vera completo ed esaustivo che propongo anche a voi.

Il campo di applicazione del Gel ottenuto dalle foglie della pianta di Aloe Barbadensis Miller, meglio conosciuta come Aloe Vera, sono molteplici, grazie alle proprietà terapeutiche di questa pianta, che è costituita da innumerevoli principi attivi e nutrimenti (tra cui Mucopolisaccaridi Antrachinoni, Vitamine e altri 150 componenti attivi).

L’Aloe Vera grazie alle sue proprietà è usata come agente antinfiammatorio, contiene gli acidi grassi, il campesterolo e il B-Sisterolo, controlla e debella le infezioni grazie agli agenti antisettici naturali (come lo zolfo, i fenoli, il lupeolo, l’acido salicilico, l’acido cinnamonico e l’azoto ureico). L’estratto è anche usato come agente rigenerante grazie agli enzimi che garantiscono potere di penetrazione e capacità di liberare il corpo dai tessuti morti mentre gli aminoacidi forniscono una solida base per la rigenerazione dei tessuti sani.

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Dispositivo per anestesia totale e monitoraggio

martedì 30 ottobre 2007 di Federico Illesi

anestesia sala operatoria

La GE Healthcare ha prodotto un interessantissimo carrello per anestesia dotato dei più moderni sistemi software e hardware per il monitoraggio delle condizioni del paziente durante le operazioni chirurgiche.

Tra le novità spicca il software Navigator Applications Suite, un sistema intelligente che incrocia i dati del paziente (stato fisico, farmaci assunti, etc.) con i dati relativi all’infusione dell’anestetico per realizzare un modello personalizzato della cinetica e della dinamica dell’assorbimento del farmaco stesso. In questo modo la terapia è studiata ad hoc sul paziente e non standardizzata ed è, per così dire, suggerita al medico dalla macchina onde evitare errori di distrazione o altro.

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Respisense Buzz contro le apnee nei neonati

martedì 30 ottobre 2007 di Federico Illesi

monitoraggio respirazione neonati sids

Hans Pietersen, ingegnere di Pretoria (Sud Africa) ha creato il Respisense Buzz, un apparecchio in grado di individuare e segnalare adeguatamente le apnee nei neonati.

Le morte bianche improvvise in culla o Sids (Sudden Infant Death Syndrome) consistono il più delle volte nell’arresto improvviso della respirazione del neonato che possono portare in taluni casi a estreme conseguenze.

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Nuovo sistema per una mammografia più sicura e dettagliata

lunedì 29 ottobre 2007 di Federico Illesi

mammografia raggi-x

Rick Lubinsky e Stefan Schweizer hanno realizzato un nuovo sistema che effettua mammografie ad alta risoluzione per diagnosticare tumori più facilmente, esponendo il paziente a un minor quantitativo di radiazioni.

I tumori alla mammella, grazie alla forte opera di sensibilizzazione e alla strumentazione sempre più raffinata, possono essere presi in tempo e curati con successo con un tasso di mortalità che sta progressivamente diminuendo negli anni.

Il sistema messo a punto usa una lastra di vetro-ceramica trasparente per diminuire la luce dispersa e un ricevitore studiato specificatamente per aumentare l’efficienza. La lastra viene poi ricoperta di fosforo fotosensibile producendo notevoli vantaggi rispetto all’attuale pellicola: è riutilizzabile, ha un ampio range dinamico e e permette una digitalizzazione immediata.

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Carie e otturazioni in amalgama al mercurio

lunedì 29 ottobre 2007 di Federico Illesi

raggi-x radiografia denti

La carie dentaria, la malattia più comune del genere umano, altro non è che un deperimento dei denti causato dall’azione degli acidi derivati dallo zucchero, dall’amido, dai germi e dai batteri che vivono sulla superficie dei denti.

Più un individuo mangia zucchero e amido più acido si forma nella sua bocca. L’acido agisce sullo smalto dei denti, formando una cavità, o buco, e in seguito la carie. Se la cavità non viene pulita in tempo e otturata dal dentista, la dentina, simile all’avorio, o corpo del dente, comincia a cariarsi, permettendo alla cavità di raggiungere la polpa dentaria. Se la polpa esposta si infetta, si forma un ascesso. Un ascesso è un sacchetto di pus che si forma alla fine della radice del dente. Da qui, l’infezione può propagarsi per tutto il corpo; pertanto, il dente infetto deve essere estratto per proteggere la salute della persona interessata.

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