Lenti notturne per vedere di giorno

lente a contatto notteCome riporta il Corriere, l’ortocheratologia è nata negli anni ’50, con l’utilizzo delle prime lenti a contatto rigide che si sono poi evolute nelle attuali lenti RGP, in grado di comprimere la cornea e modificarne in modo non permanente la curvatura, correggendo temporaneamente il difetto, che si ripresenta non appena la cornea ritorna alla sua forma originaria.
Una pratica simile era già nota agli antichi cinesi che usavano appoggiare sulle palpebre chiuse dei miopi un sacchetto pieno di sabbia o di riso durante il periodo notturno. Il peso del sacchetto provocava un appiattimento della cornea con un conseguente miglioramento della vista.

In pratica, queste nuove lenti, vanno indossate la sera prima di coricarsi (ogni lente viene creata su misura per ciascun paziente dopo un’accurata analisi oculistica), e il mattino seguente –dopo averle rimosse– si gode di una visione ottimale senza lenti né occhiali, che mediamente dura una giornata o due.

Tra le principali controindicazioni di questo metodo spiccano la ridotta lacrimazione durante il sonno e il numero esiguo di pazienti che effettivamente si potrebbero trattare.

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