Ricercatori svedesi sviluppano i raggi X a colori

raggi x colori

I raggi X a colori sono basati sulla stessa tecnologia avanzata usata dai fisici nucleari per cercare le nuove particelle elementari.
Grazie a questa interessantissima tecnologia si possono ridurre i dosaggi di raggi X ai pazienti, aumentando nello stesso tempo la risoluzione e quindi le possibilità di diagnosi precoci più accurate.

La difficoltà del realizzare un’apparecchiatura del genere sta nel poter utilizzare su ampia scala una strumentazione impiegata dai fisici nucleari per osservare oggetti microscopici. In particolare, l’uscita di ogni pixel nel sensore delle fotocamera deve essere compressa in un’area di 55×55µm e deve essere sicura dai raggi X.

Gli svedesi sono riusciti in questa impresa e hanno realizzato una macchina per effettuare le radiografie dentali in cui la quantità di raggi X a cui il paziente viene esposto è praticamente dimezzata.

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2 Risposte a “Ricercatori svedesi sviluppano i raggi X a colori”

  1. Luigi Beviglia scrive:

    Premetto che sono un Medico Radiologo.
    Ho letto con interesse il Vostro articolo. E’ una nuova tecnica radiografica che non conosco e, pertanto, vorrei alcune delucidazioni. Non riesco a capire quale sia il nesso fisico che intercorre tra la riduzione della quantità di radiazione somministrata al Paziente e l’incremento della definizione dell’immagine con aumento della sensibilità della metodica. Già oggi con la radiologia digitale è possibile assegnare un “colore” ad un voxel. Le immagini che si ottengono, per esempio in CT, sono molto belle ma agli esperti aggiungono poche informazioni ai fini diagnostici. Sono immagini che noi addetti definiamo di impatto emotivo (sono belle da vedere e fanno “scena”). Grazie e complimenti per il Vs. blog molto ben strutturato.

  2. MedMax scrive:

    La quantità minore di raggi x emessi dipende sostanzialmente dalla sensibilità del semiconduttore prodotto dal team svedese…

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