Campagna shock contro l’Aids

L’ex numero 2 del tennis mondiale e vincitore di Wimbledon, il tedesco Michael Stich, ha fondato nel 1994 un’associazione molto attiva nella lotta all’Aids che ha recentemente prodotto una campagna di sensibilizzazione particolarmente forte, con immagini e slogan che turbano chiunque li guardi. Stich, oggi trentottenne, ha dichiarato che si parla troppo poco di Aids in Germania e che ultimamente stanno aumentando le contaminazioni.

Tutto ciò per ricordare alcune notizie a dir poco tremende:

  • nel mondo vengono contaminati ogni giorno oltre 1700 neonati dal virus dell’Hiv
  • nel mondo ogni minuto un bambino muore di Aids
  • ogni otto secondi qualcuno viene contaminato con il virus Hiv
  • nel 2010 saranno 150 milioni i malati di Aids nel mondo
  • in Germania ci sono 600 bambini positivi all’Hiv
  • ogni giorno 12 mila persone vengono infettate

Speriamo si possa giungere presto a una cura efficace e completa, nel frattempo auspico a una maggiore sensibilizzazione verso questo problema informando costantemente le persone e promuovendo i test per diagnosticare in tempo il virus dell’Aids.

[via repubblica]

Articoli correlati

4 Risposte a “Campagna shock contro l’Aids”

  1. Pandemia 1918 scrive:

    Il tennista Athur Ashe, morto per aver creduto che l’AZT curasse l’AIDS

    Arthur Robert Ashe Jr. (Richmond, 10 luglio 1943 – 6 febbraio 1993) è stato un tennista statunitense afroamericano, vincitore di 3 tornei del Grande Slam. Ashe iniziò ad attirare l’attenzione degli appassionati di tennis dopo che vinsè un premio tennistico a UCLA nel 1963; nello stesso anno divenne il primo Afroamericano ad essere selezionato per giocare nella squadra statunitense in Coppa Davis. Passò tra i professionisti nel 1969, quando era opinione comune che fosse il miglior giocatore maschile statunitense. Egli vinse il primo Us Open dell’era open e aiutò gli Stati Uniti a vincere nello stesso anno la Coppa Davis. Dato che il tennis pro non stava ricevendo una importanza mediatica commensurabile alla crescente popolarità dello sport in generale, Ashe fu una delle figure chiavi nella fondazione dell’Association of Tennis Professionals (ATP). Nel 1970 Ashe aggiunse al suo palmares un secondo titolo del Grande Slam, l’Australian Open. Nel 1975, dopo alcuni anni di risultati di non altissimo livello, Ashe giocò la migliore stagione della sua carriera, vincendo il torneo più prestigioso del mondo, Wimbledon, sconfiggendo inaspettatamente in finale Jimmy Connors. Ashe giocò per altri anni, ma dopo essere stato colpito da un infarto nel 1979 ed aver subito un’opreazione di quadruplo bypass coronarico, si ritirò nel 1980. Nel 1983 Ashe subì un secondo attacco di cuore e fu di nuovo sottoposto ad una opearazione di doppio bypass). La sua vita perciò fu pesantemente condizionata dalle due operazioni subite al cuore. Nel 1988 gli fu diagnosticata in ospedale la toxoplasmosi, una malattia dovuta ad un protozoo che è raramente riscontrata nelle persone. Il germe è endemico in mucche ed animali da compagnia così come in una percentuale che varia fra il 17 ed il 50% degli Statunitensi, ma che sono per lo più asintomatici perchè il protozoo viene normalmente tenuto a bada dal sistema immunitario. Poichè la toxoplasmosi risultava essere una delle malattie della lunga serie di quelle ricomprese nell’AIDS, Ashe fu sottoposto ad analisi del sangue e risultò positivo all’HIV. Nonostante la toxoplasmosi fosse guarita completamente, Ashe fu sentenziato come affetto da AIDS, poichè la toxoplasmosi non fu messa in collegamento con il suo stato di salute minato dai due interventi al cuore ma con l’AIDS. Nonostante ciò Ashe non contagiò nessun membro della propria famiglia con l’HIV in quanto il suo sistema immunitario lo aveva neutralizzato perfettamente. Le sue razioni giornaliere di medicine cominciarono a sembrare una vera e propria farmacia. Continuava a prendere medicine per il cuore, una per abbassare il colesterolo, un’altra per rallentare i battiti cardiaci, e altre tre, compresa la nitroglicerina, per abbassare la pressione sanguigna. Inoltre gli fu prescritto uno spettro di antibiotici, tutti con effetti collaterali, per prevenire la possibilità di infezioni opportunistiche. Ashe prendeva la cleocina per combattere la toxoplasmosi, la nysatina per altre possibili infezioni, e la tossica pentamidina per proteggersi dalla Pneumocystis. Due altri medicinali furono prescritti per proteggerlo da danni al cervello. In quei giorni prendeva perciò circa 30 pillole. Ma appena gli fu diagnosticato l’AIDS, il suo medico lo sottopose anche al trattamento a base di AZT. Cominciò con una dose incredibilmente alta che fu solo abbassata gradualmente solo durante i successivi 4 anni. “Non voglio pensare a quanto dannoso sia stato per me l’assunzione di un così alto dosaggio”, Ashe ammise in seguito (Days of Grace, 1993). Nel 1992 assunse una tale dimestichezza con la materia che ci mancò poco che riuscisse a salvarsi. Un amico gli organizzò degli incontri con Gary Null un nutrizionista che teneva a New York una trasmissione radio. Null riuscì a far comprendere ad Ashe quanto fosse tossico l’AZT e lo convinse anche della nullità dell’ipotesi HIV=AIDS, tentando disperatamente di fargli cessare il trattamento. Nei successivi dieci mesi Ashe tentò di sottrarsi al controllo medico per cercare una cura alternativa. “Leggeva di tutto; studiava le caratteristiche dei medicinali che assumeva e non smetteva di porre domande”, ricorda Gary Null. In ottobre Ashe, in un articolo sul Washington Post, descrisse quello che stava scoprendo: “C’è molta confusione nei pazienti di AIDS come me, che si trovano a doversi confrontare con una crescente scuola di pensiero che dice che l’HIV non è la sola causa dell’AIDS, e che il trattamento standard con AZT peggiora le cose. Che ci possono essere ragionevolmente dei cofattori non noti ma che la classe medica è troppo rigida per cambiare la direzione delle ricerche e delle sperimentazioni cliniche”. Ma le pressioni psicologiche gli impedirono di cessare l’assunzione dell’AZT. Così come afferma Gary Null: “Voleva farlo, ma diceva -cosa dico ai miei dottori ?-). Nel suo libro del 1993, Days of Grace, Ashe apertamente riconosce il suo interesse per una ipotesi alternativa sull’AIDS: “L’AZT è un regalo dal paradiso per molti disperati ma veleno per altri. Sviluppato come chemioterapico per combattere il cancro, solo in seguito fu usato per combattere l’AIDS. Vari scienziati ritengono che l’AZT, che uccide le cellule senza distinguere fra infette e non infette, è altrettanto dannoso dell’AIDS. Il Dottor Duesberg afferma che l’uso di droghe ricreazionali, non il sesso, portino all’AIDS. Si sa molto bene come molti uomini gay abbiano usato – e molti di loro continuano ad usare – le droghe come stimolanti durante le attività sessuali. Droghe pisicoattive naturali e sintetiche, egli afferma, (droghe come cocaina, anfetamine, eroina, amilnitriti e butilnitriti chiamati “poppers”) sono i soli nuovi patogeni che si sono affacciati alla ribalta negli anni ’70 e da allora la sola nuova malattia è l’AIDS, ed entrambe sono state trovate nelle medesime categorie di persone”. Ashe inoltre sposò i punti principali contro l’ipotesi HIV ed a favore dell’AIDS dovuto all’assunzione di droghe. Nel 1992 il suo medico gli prescrisse il ddI. Ogni mattina svcioglieva la polverina nei cereali, in aggiunta alle pillole di AZT che assmeva durante l’arco della giornata. Così cominciò a deperire velocemente ed a perdere peso. Cominciò ad entrare ed uscire dagli ospedali. Il mese di gennaio dell’anno successivo portò una ulteriore brutta notizia. Era affetto seriamente da polmonite causta dalla Pneumocystis che il suo sistema immunitario debilitato non poteva contrastare. Non si riprese più e morì il 6 febbraio del 1993. Aveva speso buona parte dei suoi ultimi anni nello scrivere le sue memorie, Days of Grace, finendo il manoscritto soltanto una settimana prima della sua morte.
    Ulteriori info qui:
    Pandemia 1918

  2. Ragazze, proteggetevi! - BioBlog scrive:

    […] le ultime immagine di uno spot abbastanza forte, come ne avevamo già visti in passato, che ha il preciso intento di sensibilizzare le donne sull’uso del profilattico. Infatti anche se […]

  3. ygwrtbdtwb scrive:

    Sposovm
    Owhkrnmk http://www.discountuggukk.co.uk Illff
    Xwhnjb http://www.discountuggukk.co.uk Wqpbvdytox
    Xyyjqbgx Ugg Sale Wcgdjswoqt
    Qtabz Ugg Sale Zbcdgtt
    Cpvxyzgzb

  4. khukcpi scrive:

    Collectively, the networks will broadcast 850 different Pac-12 events across all sports over the next year. http://www.softuggboots.com Always keep in mind that the competition is very tough in this field, and you need a strong and innate drive to succeed. http://www.downuggboots.com Not only is the design and patterns different, but the gold content and the mix of alloys also varies. uggs on sale The mailing list for leftovers is quite appropriately called in the CS and AI Lab(CSAIL) here. http://www.downuggboots.com Fashion design schools that take the time to participate in competitions generally do so in order to ensure that their students gain a superior educational experience..

Rispondi