
Gli stent ricoperti di farmaci con varie tecniche -tuttora ambito di studio-, usati per “aprire” le arterie ristrette, secondo quanto riportato dal New England Journal of Medicine nel lungo termine sono sicuri e funzionali.
In molti studi effettuati si è visto che gli stent rivestite con sostanze medicamentose riducono il rischio di formazioni di trombi e di dover reintervenire.
Gli stent, per chi non lo sapesse, sono delle strutture tubolari metalliche lavorate con il laser per ottenere una specie di rete molto leggera e sottile tale da poter essere facilmente inserita del corpo e quindi espansa.
Il loro uso viene richiesto in presenza di patologie ateromasiche o ateroscleroticche che possono causare una riduzione del diametro delle arterie con una conseguente diminuzione del flusso sanguigno assieme a possibili fenomeni ischemici.
L’intervento in angiografica, consiste in una puntura, solitamente a livello dell’arteria femorale -previa anestesia locale-, con cui vengono introdotti dei cateteri che arrivano fino al vaso interessato: nella sede della placca viene gonfiato un palloncino che dilata lo stent e lo blocca all’interno dell’arteria.











Le valvole cardiache sono strutture sia di origine naturale che artificiale, in grado di regolare il flusso del sangue all’interno del cuore.












La Intel e la 





A Londra una clinica ospedaliera per diminuire gli errori -spesso fatali- nelle sale operatorie, ma più in generale per aumentare la sicurezza in questi ambienti così delicati, ha deciso di controllare la collocazione degli strumenti con un sistema di tracking wireless.


