I profilattici come un colabrodo

Preservativi ProfilatticiSecondo il professor Joannes P.M. Lelkens, emerito di anestesiologia all’Università di Maastricht e docente di fisiologia all’Istituto “MEDO” di Kerkrade (Paesi Bassi) per la famiglia e l’educazione, il profilattico non sarebbe affatto sicuro o comunque meno di quello che si vorrebbe far credere.
La tesi del professor Lelkens parte innanzitutto da una constatazione: la probabilità di rimanere incinta utilizzando costantemente, in ogni rapporto sessuale, il preservativo varia il 9% e il 14%. Vale a dire che, se 100 coppie, per un anno intero usano esclusivamente il preservativo come anticoncezionale, circa 12 donne rimangono incinte.

Il dato, sconosciuto al popolo dei fruitori di contraccettivi, è confermato anche da una recente indagine condotta dall’Associazione degli ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi). Lo stesso professore ci informa che il virus dell’AIDS è più piccolo degli spermatozoi (0,1 micron) e perciò ha più possibilità di passare attraverso il profilattico. Quanto afferma il professor Lelkens è confermato da uno studio compiuto da C.M. Roland, capo della sezione “Proprietà dei polimeri” del Naval Research Laboratory di Washington, apparso in un articolo della rivista Rubber World del giugno del 1993. “Sulla superficie del preservativo – scrive Roland – la struttura originale appare al microscopio come un insieme di crateri e di pori. Più importante per la trasmissione dei virus è la scoperta di canali del diametro medio di 5 micron, che trapassano la parete da parte a parte. Ciò significa un collegamento diretto tra l’interno e l’esterno del preservativo attraverso un condotto grande 50 volte il virus”.

La maniera migliore per verificare la veridicità di questi dati era testare nella realtà la presunta sicurezza offerta dai preservativi. Questo è appunto ciò che ha fatto la dottoressa Susan C. Weller, che ha studiato la frequenza della trasmissione del virus usando sempre il preservativo per un anno, tra coppie di marito e moglie nelle quali uno solo dei due partner è sieropositivo. In questo studio è emerso che ben il 30% delle persone sane si è ammalato nell’arco di un anno; ciò a dimostrare che questi soggetti, nonostante l’uso continuato del preservativo, sono stati contagiati dal loro coniuge. Una percentuale strabiliante che, se confermata, inficierà del tutto il comune pensare di tanti promotori delle campagne del “sesso sicuro”.

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