Tutte le marche di tabacco esistenti al mondo hanno aumentato il dosaggio di nicotina presente all’interno di ogni singola sigaretta.
Stiamo parlando del 10% in più rispetto a sei anni fa.
I problemi derivanti da quella che sembra essere una percentuale tuttavia iniqua, possono diventare pericolosi: una così alta presenza di nicotina è di difficile eliminazione dal corpo, con conseguente aumento di rischi tumorali.
Perché è successa una cosa simile? Semplicemente perché le società produttrici di sigarette hanno tutto l’interesse a rendere più “drogati” i propri clienti.
Ecco spiegato perché alcune marche superano rispetto a sei anni fa i dosaggi anche del 20%, con punte del 60%.

Keith Hawton, ricercatore della Oxford University, ha diretto uno studio sui comportamenti autolesionisti degli adolescenti trovando che circa l’11% delle ragazze presenta questo disturbo transitorio, sintomo di stress e sofferenza.
In una situazione internazionale nella quale capeggia una sostanziale instabilità nelle scelte etiche riguardanti l’utilizzo di cellule staminali embrionali, piuttosto che adulte, si inserisce una ricerca che è riuscita ad ottenere una linea di cellule staminali da una singolo embrioni.
Un recente scoppio di infezioni alla cornea, avvenuto negli Stati Uniti, ha mosso dei ricercatori che, sul Journal of the American Medical Association, hanno affermato quello che può essere visto come il motivo cardine: un tipo di soluzione utilizzata per mantenere le lenti pulite è stata contaminata da agenti esterni.
Una brutta notizia giusto al ritorno dalle vacanze, quando si è tutti belli abbronzati: in accordo con quanto riportato da FoxNews “ogni anno circa 60.000 persone nel mondo muoiono a causa del tumore alla pelle”.
Secondo uno studio della University of Wisconsin in Madison, i pigmenti gialli presenti in alcune verdure, compresi mais e zucca, possono proteggere la vista delle donne in età avanzata.
Finalmente una buona notizia per i diabetici hi-tech: non un gadget strano, ma un telefonino.
Gli scienziati americani hanno sviluppato un test cutaneo, rapido ed indolore, per la diagnosi dell’Alzheimer allo stadio iniziale.


