Calendula

calendulaLa calendula (Calendula officinalis), conosciuta fin dall’antichità, è probabilmente il Chrysanthemum o “pianta dai fiori d’oro” di cui parlano gli antichi scrittori greci. Le proprietà medicinali della pianta erano conosciute anticamente e fino al Medioevo, poi è stata usata più che altro a scopo ornamentale, per ritornare in auge ai nostri giorni. È difficile stabilire quando la Calendula sia entrata nella coltivazione, di certo c’è solo che Oliviero da Serres, nel 1663, nel Theatre d’agriculture et menage des champs, ne parlò abbondantemente.
Ora viene utilizzata per le innumerevoli capacità terapeutiche, ad esempio ha proprietà antinfiammatorie, antisettiche, antiparassitarie, cicatrizzanti, ipotensive, vasodilatatrici, antispasmodiche, antimicrotiche, antivirali ed altre ancora.

Pianta rustica o semirustica della quale vengono raccolte le sommità fiorite, petali che sono usati anche in cucina e le foglie.
Per l’utilizzo, queste parti vengono fatte essiccare e poi sminuzzate per preparare degli infusi che potranno essere applicati nelle zone interessate da malessere, ma potranno anche essere presi, in gocce (massimo 40 al giorno), per via orale.

A detta degli esperti, avrebbe proprietà portentose nella cura dell’influenza e del raffreddore, ma anche per stimolare la secrezione biliare in caso di cattiva digestione.

Nella cosmesi viene impiegata nei bagni decongestionanti e idratanti, per realizzare creme nutritive per pelli secche e come rinforzante per i capelli.

Rispondi