Archivio di aprile 2006

AGD

domenica 30 aprile 2006 di Federico Illesi

Associazione giovani diabetici

Sigla: AGD
Nome esteso: Associazione per l’aiuto ai giovani diabetici
Finalità: migliorare l’assistenza sanitaria e promuovere l’accettazione sociale della malattia
Sito web: www.agd.it

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Proteina contro l’Alzheimer

sabato 29 aprile 2006 di Federico Illesi

microscopio anticoI ricercatori canadesi hanno scoperto una proteina che blocca le neurotossine responsabili dell’Alzheimer.

La proteina, il cui nome in codice è TMP21, inibisce in modo naturale la generazione delle piastre di amiloide, in accordo a quanto pubblicato nella rivista Nature in questi giorni.

Gli amiloidi sono gruppi di proteine che si accumulano, danneggiando così le cellule nervose del cervello e innescando i sintomi debilitanti tipici dell’Alzheimer.

Inoltre, sembrerebbe che questa proteina non intacchi le altre funzioni dei tessuti composti da amiloide le quali sono chiaramente cruciali per lo sviluppo umano.
Gli effetti indesiderati già accertati sono infiammazioni e cefalee.

Grazie a questa scoperta, le maggiori case farmaceutiche sono già all’opera per studiare farmaci in grado di inibire chimicamente il complesso di presenilin da cui viene prodotta l’amiloide.

[via Canada]



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Dispositivo wireless contro i tumori

venerdì 28 aprile 2006 di Federico Illesi

rilevatore wireless contro i tumoriGli ingegneri della Purdue University hanno creato un dispositivo wireless miniaturizzato che può essere impiantato nelle zone colpite da tumore, dando al medico importanti informazioni sulla dose di radiazioni ricevute e la posizione del tumore stesso.
Al momento, come afferma il professor Babak Ziaie, non esiste un metodo per conoscere esattamente la quantità di radiazioni somministrate al paziente, senza contare che molti organi all’interno del corpo si spostano e con essi anche la massa tumorale. Questa tecnologia risolverà entrambe i problemi.

Il dispositivo non conterrà batterie e sarà attivato da bobine esterne poste in prossimità della capsula. Per tracciare con precisione il tumore si possono impiegare 3 o 6 di queste bobine, in modo da avere un’immagine tridimensionale.

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Scoperto il gene responsabile della FOP

giovedì 27 aprile 2006 di Federico Illesi

scheletro fibrodysplasia ossificans progressivaI ricercatori dell’University of Pennsylvania School of Medicine hanno scoperto il gene che causa uno dei disordini congeniti più rari, una malattia denominata FOP ovvero fibrodisplasia ossificante progressiva (fibrodysplasia ossificans progressiva), che crea un secondo scheletro.

Questa patologia molto rara, colpisce una persona ogni 2 milioni e in tutto il Mondo è stata diagnosticata a 600 pazienti, trasforma i muscoli e i tendini in osso formando così un secondo scheletro che rende il paziente incapace di muoversi come una statua.
A detta del dottor Kaplan, questa è l’unica malattia genetica presente nella letteratura medica che riesce a trasformare un organo in un altro.

Al momento questa malattia non ha una cura e la semplice rimozione chirurgica del secondo scheletro non porta ad alcun miglioramento, infatti ricresce con maggiore velocità.

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Biomateriale

mercoledì 26 aprile 2006 di Federico Illesi

biomateriale protesi dispositivi

Il biomateriale, come dice la parola stessa, è un materiale progettato per un uso prolungato a contatto diretto con i mezzi biologici e che deve quindi minimizzare le possibili reazioni avverse da parte dell’organismo vivente.

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Elettromiogramma (EMG)

martedì 25 aprile 2006 di Federico Illesi

elettromiogramma emg braccioL’elettromiogramma (EMG) serve a testare l’attività elettrica del muscolo. Spesso questo test è affiancato ad un altro esame per il controllo delle funzioni nervose: l’elettroneurogramma (ENG).

I movimenti muscolari sono prodotti da uno stimolo elettrico creato dal nostro organismo. É importante monitore questa corrente circolante per sapere lo stato o i problemi dell’area sottoposta ad esame.

L’EMG viene impiegato generalmente nello studio di patologie come il tunnel carpale, sciatica o semplicemente per controllare le condizioni di una zona traumatizzata.

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Solucel: farmaci naturali dalle piante

lunedì 24 aprile 2006 di Federico Illesi

coltura di pianteUna nuova tecnologia innovativa, chiamata Solucel, prevede la produzione di farmaci e di molecole sfruttando le piante.

Le piante producono circa il 25% dei farmaci presenti su mercato e hanno un fatturato mondiale di 33 miliardi di euro. Il guaio è che la produzione richiede moltissimo tempo e le quantità che se ne ottengono sono, per contro, ridottissime.
Così, gli scienziati del Flanders Interuniversity Institute for Biotechnology (VIB) assieme alla Ghent University e alla Technical Research Centre of Finland hanno sviluppato una nuova tecnologia per incrementare la produzione di farmaci nelle cellule delle piante.

Già dal 1980 molti ricercatori hanno provato a sfruttare queste cellule: il risultato ha visto da un lato uno sviluppo delle sostanze di interesse farmaceutico, dall’altro un metabolismo ormai modificato e sostanzialmente più veloce.

La nuova tecnologia Solucel, fiammingo-finlandese (Solu in finlandese vuol dire cellula), incrementa la produzione del metabolismo secondario e riduce i tempi per ottenere il prodotto finito.
A conferma del lavoro svolto, sono stati pubblicati i risultati ottenuti modificando il profilo genetico della pervinca del Madagascar, che rappresenta una fonte naturale di un farmaco adoperato nella cura del cancro.

[via Bionity]

ADMO

domenica 23 aprile 2006 di Federico Illesi

Associazione donatori midollo osseo

– Sigla: ADMO
– Nome esteso: Associazione Donatori Midollo Osseo
– Finalità: promuovere e sensibilizzare le persone sulla necessità di donare il midollo osseo
– Sito web: www.admo.it

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Marijuana: secco NO dalla FDA

sabato 22 aprile 2006 di Federico Illesi

foglia di marijuanaLa Food and Drug Administration (FDA) ha dichiarato di essere contraria all’uso della marijuana per fini terapeutici, affermando che non ci sono studi scientifici inerenti che possano comprovarne i benefici effetti in qualche modo (ma dimenticando un rapporto datato 1999 sull’argomento).

Questo annuncio ha scatenato da più parti malumori tanto da mettere l’agenzia al centro di una lotta politica.
Susan Bro, portavoce dell’FDA, ha affermato che la dichiarazione dell’ente ha alle spalle un lungo studio e che al momento attuale la marijuana non è un medicinale approvato.

Undici Stati, tra cui Washington, ne avevano legalizzato l’uso per fini curativi, ma la Corte Suprema, con una sentenza di un anno fa, ha stabilito che il governo federale arresterà qualsiasi persona trovata ad usare questa sostanza, anche negli Stati dove il suo uso è tollerato secondo legge.

Il Dr. John Benson, co-presidente dell’Institute of Medicine, ha dichiarato che la FDA “ama ignorare i nostri rapporti”: infatti, proprio da loro è stato pubblicato uno dei rapporti che parla di questo problema/medicamento. Il loro risultato dichiarava che non c’erano prove che l’uso terapeutico della Marijuana possa definirsi un veicolo per avvicinarsi al mondo della droga.

La prova che -forse- la FDA tende ad avere alcuni preconcetti su questa pianta usata in modo “diretto” è che lei stessa approvò dei test su umani di un estratto di marijuana reso spray. Tale droga/medicinale, chiamato Sativex, è attualmente venduta in Canada.
Vedremo cosa succederà/cambierà nei prossimi mesi.

[via Seattle Post]

Imitazione della matrice extracellulare naturale

venerdì 21 aprile 2006 di Federico Illesi

matrice extracellulareI ricercatori dell’Institute of Bioengineering and Nanotechnology (IBN), hanno creato con successo una fibra artificiale, dell’ordine di grandezza dei nanometri, che può essere usata per far crescere cellule e tessuti.

Questa matrice fibrosa mima perfettamente le funzioni svolte dalla matrice extracellulare naturale, componente essenziale dei tessuti umani.

La matrice funge da template in cui si inseriscono le cellule per creare i differenti tipi di tessuto. In questo modo i tecnici dell’IBN sarebbero in grado di produrre dei tessuti partendo dalle cellule prelevate da un paziente. In seguito, la struttura sviluppata si potrebbe impiantare nel paziente stesso senza avere problemi di rigetto.

A differenza dei metodi convenzionali adoperati fino ad ora, che prevedono l’uso di solventi organici e alte temperature compromettendo così l’attività biologica delle proteine, il sistema dell’IBN impiega un processo a temperatura ambiente basato su polielettroliti e acqua.

Questo metodo chiamato “hydroentanglement” sfrutta la pressione dell’acqua per intrappolare le fibre nella matrice; per evitare poi la formazione di un monolita denso, gli scienziati hanno addizionato al sistema del silicio e dei materiali inorganici, ottenendo così strutture tridimensionali porose.
La permeabilità o porosità della matrice è importante perchè un alto rapporto tra superficie e volume migliora e promuove l’integrazione con le cellule.

I risultati ottenuti mostrano che queste cellule possono aderire e crescere bene nella fibra creata dall’IBN dopo aver incorporato componenti come il collagene elastina e peptidi.
la struttura artificiale ricreata in laboratorio avrebbe un elevato potenziale di applicazioni nell’ingegneria tessutale e implantologica, o in vitro come modello per lo sviluppo di nuovi farmaci.

[via IBN]